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Wong (RAM AI): "Vediamo opportunità nell’Asian fixed income in hard currency"


Dopo anni di politiche economiche espansive, i mercati finanziari si stanno preparando a una nuova fase di normalizzazione. Mentre in Europa ci si aspetta la conclusione del quantitative easing a settembre, questa ciclo è già iniziato negli Stati Uniti. In questo scenario di mercato, le scelte d’investimento devono essere molto selettive, soprattutto per quanto riguarda il reddito fisso. Tra le diverse asset class obbligazionarie che offrono buone opportunità di rendimento troviamo il mondo emergente. A questo proposito Funds People ha intervistato Carl Wong, gestore della strategia RAM Asia Bond Total Return di RAM Active Investments per approfondire le strategie obbligazionarie nel mercato asiatico. “Riteniamo che, nel corso dell’anno, i mercati asiatici possano offrire ottime opportunità in termini di rischio/rendimento. Noi investiamo in titoli sovereign e corporate in hard currency (dollari)”, spiega il gestore. “L’obiettivo è di coprire tutta l’offerta di credito rispettando dei precisi requisiti di liquidità”. 

Negli ultimi anni, il mercato asiatico del reddito fisso è cresciuto molto sia in termini di capitalizzazione che di liquidità. La crescita cinese ha portato uno sviluppo di sistemi di welfare aziendale che hanno permesso la crescita dei sistemi assicurativi e previdenziali. “Una grossa fetta del mercato fixed-income asiatico è tenuto in piedi dai cinesi”, spiega Wong. “La crescita del sistema previdenziale ha portato un maggiore interesse verso gli strumenti a basso rischio e a protezione del capitale secondo un’ottica di risparmio.  In questa fase di mercato acquistare bond asiatici può essere per gli investitori europei un buono strumento di diversificazione, questi infatti offrono rendimenti più alti con un rischio di default molto basso rispetto a quelli del resto del mondo emergente”.

I quattro rischi del mercato asian fixed income

Secondo Wong le quattro variabili di rischio da prendere in considerazione durante l’anno sono: i tassi d’interesse, la guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti, le riforme strutturali cinesi e le forti pressioni sul lato dell’offerta in Asia.

Per quanto riguarda il primo dobbiamo tenere presente che il mercato obbligazionario rispetto a quello azionario è molto più prevedibile. “Ricercare le opportunità d’investimento quindi, è molto più semplice. La variabile da tenere più in considerazione nel nostro caso sarà il comportamento del dollaro in funzione al rialzo dei tassi”, spiega il gestore. “La guerra commerciale non ci sta preoccupando molto, in quanto riteniamo che possa essere stata utilizzata anche come strumento politico in vista delle elezioni di mid-term americane”.

La terza considerazione riguarda la Cina. Il Paese sta vivendo un processo di riforme strutturali sia dal punto di vista politico che economico. “Su entrambi i punti sono molto fiducioso. La riforma della costituzione che permette al presidente cinese di governare a vita, darà maggiore stabilità al governo e alle politiche sociali. Dal punto di vista economico-finanziario invece, la riforma dello shadow banking e la riallocazione del debito privato societario sul governo centrale cinese permetterà al sistema di garantire maggiore liquidità sul mercato”, aggiunge Wong.

Wong conclude analizzando l’ultimo rischio chiave: “L’ultimo rischio da tenere in considerazione per il 2018 è legato all’offerta in Asia. Sia le obbligazioni societarie che i titoli di Stato necessitano di raccogliere denaro prima che la Fed avvii il prossimo rialzo dei tassi di interesse. La domanda è stata supportata dalla leva finanziaria e dai flussi in entrata nei Mercati Emergenti, ed entrambi hanno mostrato segnali di rallentamento nei primi mesi del 2018. Le società potrebbero ora trovarsi a dover aumentare le emissioni di bond, creando quindi pressioni sul lato dell’offerta che potrebbero causare un aumento del rischio di riprezzamento”. 

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