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WisdomTree, oro unica certezza in caso di recessione


Il miglioramento dello scenario di mercato vissuto da inizio 2019 non ha eliminato totalmente i timori per una futura recessione, con principali fattori a preoccupare gli analisti Stati Uniti e Cina, sia presi singolarmente sia nel complesso quadro dei rapporti che legano le due potenze e influenzano l'economia mondiale.

La fine del 2018, in aggiunta, ha messo in luce nuove dinamiche di correlazione, determinando una chiusura in negativo di pressoché tutte le classi di attivo nell'anno passato. "La sola costante", afferma Massimo Siano, co-head of Southern Europe Distribution di WisdomTree, "è la pefomance positiva dell'oro nelle fasi di ribasso", sottolineando quindi quando sia rilevante in questo momento avere un posizionamento coerente a seconda dello scenario considerato più probabile nel medio periodo.

Gold view - WisdomTree

Quali sono dunque le possibili prospettive, e i conseguenti movimenti attesi dell'oro, secondo il centro studi della casa di gestione statunitense? 

Scenario di base: "L’ombra del ribasso dei prezzi dell’oro oggi ci induce a previsioni al primo trimestre del 2020 relativamente conservative pari a 1.385 dollari l’oncia. Riteniamo che i rischi per l’oro tendano verso l’alto poiché è probabile che le istituzioni monetarie abbiano raggiunto la fine dei cicli d’irrigidimento. Considerati gli effetti distributivi avversi del Quantitative easing, che sembra favorire un repricing degli asset finanziari, a vantaggio più del mondo finanziario che dell’uomo della strada, sospettiamo che le banche centrali saranno sotto pressione per ridefinire gli strumenti quando si tratterà di allentare la politica monetaria la prossima volta. Tali esperimenti saranno presumibilmente positivi per l’andamento dell’oro. Tendenzialmente l’oro trae infatti vantaggio dai periodi d’incertezza".

Scenario ribassista: "La Federal Reserve USA rialzerebbe i tassi una volta nel dot-plot per il 2020 nel primo trimestre, nonostante un’inflazione contenuta. Ciò provocherebbe un aumento dei rendimenti dei titoli obbligazionari, con conseguente apprezzamento del dollaro mentre i differenziali dei tassi d’interesse tra gli USA e gli altri Paesi si amplierebbero. Diminuirebbero le posizioni speculative sull’oro, riflesso di un contesto risk-on. In questo scenario, l’oro potrebbe scendere a 1.195 dollari l’oncia".

Scenario rialzista: "I toni piuttosto accomodanti della Fed potrebbero anticipare l’allentamento della politica monetaria. I rendimenti dei Treasury scenderebbero e il biglietto verde si deprezzerebbe se gli Stati Uniti fossero l’unico Paese ad esprimere preoccupazioni espansive. In tale scenario aumenteremmo le posizioni speculative nei future sull’oro a 200.000 contratti lunghi netti, più o meno sui livelli raggiunti l’anno scorso di questi tempi. Ciò rifletterebbe il nervosismo degli investitori riguardo alla prossima tornata di sperimentazioni di politica monetaria. In questo scenario, l’oro potrebbe salire a 1.557 dollari l’oncia".

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