William Lock (Morgan Stanley IM), beneficiare della resilienza dell'azionario di qualità


Nello scenario di alta volatilità dei mercati a seguito della crisi del Covid-19 la parola d’ordine per William Lock è cautela. Il portfolio manager e responsabile del team International Equity basato a Londra di Morgan Stanley IM, dopo il rally degli scorsi mesi, non è convinto che il mercato abbia toccato il fondo. Troppo profondo lo shock causato dalla pandemia e le aspettative dei mercati paiono al momento troppo ottimistiche. Ammette in un incontro con i consulenti finanziari organizzato assieme all’head of retail distribution Niccolò Rabitti, ovviamente via web per le norme di confinamento, di avere una ‘lista della spesa’ pronta con nomi di aziende che potrebbe inserire nel Global Brands, fondo noto agli investitori italiani, che nel 2020 ha ottenuto il triplo rating ABC di FundsPeople. Ma al momento non sono convenienti. Meglio quindi muoversi all’insegna della circospezione, sfruttando la resilienza che il portafoglio del fondo ha dimostrato durante il crollo del mercato del primo trimestre.

Azionario di qualità dimostra resilienza  

“Nell'attuale rimbalzo dello stock market restiamo cauti” spiega Lock, 40 miliardi di dollari statunitensi investiti nelle sue strategie. “Le aspettative erano già abbastanza cospicue a inizio anno prima che scoppiasse il Covid-19, quando come minaccia potevo solo immaginare un calo dell’economia USA”. Nonostante gli interventi fiscali e monetarti di Governi e Banche centrali non è fiducioso per il secondo semestre: “Il colpo è stato grave e si protrarrà anche nel 2021 e non riusciremo ad evitare una crisi creditizia soprattutto nei mercati emergenti”, afferma. Si aspetta dei mesi a venire volatili, con una crisi di liquidità per l’investment grade e attenzione sull’azionario di qualità, con il rischio che alcuni titoli diventino cheap. “Il mercato ha una view piuttosto bullish sugli impatti del virus, ma la scala di quanto è accaduto dovrebbe farci riflettere”, insiste. In questo contesto Lock sostiene che in ottica di proteggere il capitale la qualità delle aziende sia una buona soluzione: inoltre se le valutazioni saranno interessanti abbiamo una lista di aziende nel mirino per aumentare il livello qualitativo dei portafogli per il futuro”.

Siamo resilienti”, ha sottolineato Lock che non ricordava un trimestre così nero dalla crisi finanziaria del 2008. Il Global Brands è concentrato in tre settori con una porzione pari all'87% così ripartita: beni di consumo 35%, IT 31%, sanità 21%. “Quello che rende per noi attraenti questi settori è che gli earnings sono stati resilienti anche in momenti di calo del mercato. Il fondo ha limitato le perdite rispetto all’indice MSCI World, in linea con altri anni complicati come il 2018, 2011 e 2008. Questa è una cosa attraente se sommata ai buoni ritorni in termini assoluti quando i mercati si rialzano, mantenendo un compounding sul lungo termine migliore”, spiega.

I movimenti in portafoglio

Le misure di lock down hanno determinato il collasso di settori come il turismo, viaggi, ristorazione e il rallentamento dell’economia sta portando a cambiamenti negli stili dei consumi, su cui il team di gestione tiene alta la guardia. “Nonostante fossimo esposti in settori che hanno risentito, il portafoglio nel suo complesso ha tenuto”, dichiara. Ci sono stati degli aggiustamenti ma anche delle nuove opportunità. “Abbiamo ridotto alcune posizioni in Coca-Cola e Pernod Ricard, per le misure di distanziamento sociale che hanno colpito il beverage, con uno scenario di basso profitto che non è stato sufficientemente prezzato. L'Oreal sta tenendo più del previsto, anche grazie alla riapertura in Cina. Per IT e software abbiamo avuto risultati positivi da Microsoft e SAP. Accenture è più ciclico perché ci saranno meno viaggi e conferenze, ma nonostante ciò mantiene buona posizione per il processo di digitalizzazione intrapreso dalla società. Per quanto riguarda la sanità, alcuni produttori di presidi medici hanno sofferto per i ritardi e gli annullamenti di procedure chirurgiche, però aziende come Baxter ci hanno aiutato”, conclude. 

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