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Wall Street, miracolo americano


Contributo a cura di Francesco Caruso, MFTA, vicepresidente SIAT, fondatore del sito di analisi indipendente cicliemercati.it

Il grafico che segue mostra una statistica interessante sul Miracolo Americano di Wall Street. Siamo al mese 102 senza una correzione del 20%+ sul Dow Jones: il rialzo lineare ha quindi superato quello del 1929 ed è ora terzo dietro a quelli del 2000 e della seconda metà degli anni ’50. Ma una correzione del 10% dai massimi manca anche da 22 mesi (101 settimane per la precisione) e un calo del 5% dai massimi manca da 18 mesi (81 settimane), seconda lettura di sempre dopo le 84 settimane del 1959.

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Insomma, Wall Street se ne va in verticale: più che in rialzo è in erezione priapica. Il Viagra sono stati 8 anni di QE, lo stimolo l’elezione di Trump (le frecce sul grafico) e il dollaro debole.

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Come si vede sul grafico mensile, l’RSI – misura principe insieme al ROC degli eccessi – è ai massimi di sempre: più del 1929, più del 1987 e molto più del 2000 e del 2007. Solo compratori: venditori e orsi, come si dice in questi casi, asfaltati.

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La buona notizia è che nel passato queste letture record si sono verificate nelle fasi finali ma non terminali dei rialzi e hanno preceduto di alcuni mesi (3-15) top significativi. Per chi avesse dormito fino a adesso, quindi, c’è ancora tempo per giocare col fuoco. Nulla è impossibile: può anche darsi che alla fine – dopo anni di chiamate infruttuose – la debole Europa sfrutti l’effetto-elastico e si faccia tirare un pò su dagli USA…

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