Walewski (Alken AM): "L'obiettivo è diversificare e ampliare la nostra gamma di prodotti"


Alken Asset Management, boutique londinese specializzata in strategie azionarie europee dal 2006, gestisce attualmente 5,2 miliardi di dollari di AuM a livello globale. La società, nota per i suoi comparti azionari e absolute return, sta portando avanti un progetto di espansione del proprio business con l’obiettivo di diversificare l’offerta di prodotti. “Ad ottobre dello scorso anno abbiamo lanciato un nuovo fondo azionario Europa (esluso Regno Unito), l’Alken Continental Europe, e entro la fine del 2018 prevediamo di lanciare il nostro primo fondo obbligazionario”, afferma Nicolas Walewski, fondatore e gestore delle strategie azionarie di Alken AM.

In termini di performance, il 2017 è stato un anno particolarmente positivo per la società londinese, con i principali comparti che hanno sovraperformato il benchmark di riferimento. Infatti, l’Alken European Opportunities Fund ha chiuso lo scorso anno con un rendimento del 25,98% a fronte di una performance del 10,58% del benchmark di riferimento (STOXX 600 Europe) e nel 2018 ha già accumulato un ritorno del 6,79%. Anche l’Alken Small Cap Europe Fund (30,41% nel 2017) ha sovraperformato il suo indice di riferimento (STOXX Total Return Market Small Cap, 15,15% nel 2017) e ha realizzato una performance del 4,10% nei primi quattro mesi del 2018. Stesso discorso per l’Alken Absolute Return Europe Fund, che nel 2017 ha realizzato un rendimento del 17,10% e nel 2018 ha già accumulato una performance del 6,61%.

Posizionamento sul mercato 

La società si distingue sul mercato per un approccio di investimento bottom-up basato su un’attività di stock picking high conviction. “Sul mercato azionario osserviamo una tendenza a privilegiare la parte meno volatile del mercato, che è anche quella più cara. Preferiamo orientarci su titoli ciclici, che presentano valutazioni più convenienti, e cerchiamo di evitare la parte più costosa del mercato, come i titoli bond proxy”. Inoltre, aggiunge Walewski, “al momento vediamo poco valore sul mercato obbligazionario, soprattutto nel segmento dei corporate bond”.

A livello settoriale, la società è particolarmente constructive sul settore dei beni di consumo ciclici, industriale e dei materiali. L’Alken European Opportunities, l’Alken Small Cap Europe e l’Alken Absolute Return Europe Fund presentano una posizione di sovrappeso verso questi tre settori. Nel comparto industriale, “una delle società più interessanti è Alstom, un gruppo industriale francese che opera nel settore della costruzione di treni e delle infrastrutture ferroviarie, che a seguito della fusione con Siemens Mobility, è diventata Siemens Alstom. L’operazione, che è stata completata a fine 2017, ha dato vita al secondo colosso mondiale nel settore ferroviario. La nuova società presenta valutazioni 'a buon mercato'”, spiega. Inoltre, la società è positiva sul settore chimico e dei semiconduttori. Nel settore tecnologico, Alken sta puntando molto su Wirecard AG, società leader per i pagamenti online, per le soluzioni e-commerce e per la gestione dei rischi per i mancati pagamenti, che è il principale contributore di performance dei tre comparti. 

Nel settore dei materiali, “preferiamo società operanti nel settore minerario come Glencore. Rimaniamo positivi sul segmento, anche se monitoriamo eventuali fattori di rischio come un eventuale crollo della domanda o un allentamento della regolamentazione del settore”. Nel settore energetico, invece, “puntiamo ad individuare società con un interessante profilo di rischio/rendimento e che presentino forti prospettive di apprezzamento nel medio-lungo termine”. La società sottopesa il settore healthcare, dei beni di consumo di prima necessità e quello finanziario. “Il contesto attuale, caratterizzato da tassi di interesse negativi, spread ristretti e da una crescita del credito molto contenuta, è particolarmente negativo per il settore bancario. In questo settore, investiamo solamente su storie specifiche”. Inoltre, la società sovrappesa il settore delle utilities, “che è guidato dalle dinamiche dei prezzi del carbone, gas e CO2. Siamo positivi su questo settore, vediamo un buon potenziale di rialzo e una forte domanda, che rimane un fattore di sostegno”, conclude.

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