Vroman (Pictet AM): “Corporate bond a breve termine euro, un'alternativa alla liquidità”


L’attuale clima di investimento pone gli investitori in obbligazioni europee di fronte a un dilemma. Ad affermarlo è Justine Vroman, investment manager di Pictet Asset Management e gestore del fondo con doppio rating Blockbuster-Consistente Funds People Pictet-EUR Short Term Corporate Bonds, la quale sostiene che, da un lato, i tassi negativi sui depositi fanno della liquidità un'alternativa svantaggiosa, rendendo più difficile la ricerca di rendimento, e al contempo, tuttavia, i titoli di debito a lungo termine non appaiono particolarmente interessanti, poiché la vigorosa ripresa in Europa indurrà la Banca Centrale Europea a normalizzare la sua politica monetaria, provocando un aumento dei tassi d'interesse a lungo termine.

“Prima del contesto di tassi negativi, gli investitori avevano la sicurezza che un investimento in liquidità avrebbe generato quanto meno un rendimento positivo. Oggi, invece, il costo opportunità della liquidità è negativo, in quanto le commissioni delle banche depositarie erodono il capitale, e asset per 3.200 miliardi di euro evidenziano rendimenti inferiori allo zero”, spiega il gestore.

La ricerca di rendimento ha quindi favorito il mercato delle obbligazioni societarie investment grade a breve in euro, nel quale da marzo 2016 sono confluiti 16 miliardi di euro. Ma per Vroman c’è dell’altro. È interessante infatti notare l'accelerazione degli afflussi nell'asset class dopo le elezioni presidenziali statunitensi, proprio quando le aspettative di un incremento dei tassi d'interesse a lungo termine si sono intensificate. Ciò evidenzia quello che, a detta del manager, è un altro importante driver per questi strumenti, ovvero la fuga dalla duration.

“Le obbligazioni societarie investment grade a breve termine offrono un'alternativa a più alto rendimento agli investitori che godono della flessibilità per abbandonare gli investimenti in liquidità. Il rendimento della strategia del Blockbuster-Consistente Pictet-EUR Short Term Corporate Bonds si attesta allo 0,25% con una duration di 1,85 anni, a fronte del -0,35% della liquidità. Pur essendo più volatili e meno negoziabili rispetto alla liquidità, le obbligazioni societarie sono una fonte di diversificazione, dal momento che i depositi in contanti sono esposti a un rischio di deposito concentrato. Inoltre, il tratto a breve della curva dei rendimenti è di norma quello che evidenzia l'inclinazione maggiore, pertanto offre il valore più elevato per ogni anno di duration aggiuntivo”, afferma Vroman.

Le obbligazioni societarie investment grade a breve termine in euro hanno una duration più breve rispetto alle omologhe in tutti i segmenti di scadenza. Per il gestore ciò significa che gli investitori possono limitare i rischi derivanti da una politica monetaria più restrittiva riducendo la volatilità e la sensibilità ai rialzi dei tassi d'interesse. Attualmente, secondo Vroman, passando dalle obbligazioni a varie scadenze a quelle a breve termine, è possibile ridimensionare la duration di 3 o 4 anni rinunciando a soli 21 punti base di spread. “Nel complesso, il credito a breve termine offre un trade-off interessante agli investitori alle prese con il dilemma di dover ricercare rendimento evitando una duration lunga”, afferma il fund manager.

Il fondo Blockbuster-Consistente Funds People Pictet-EUR Short Term Corporate Bonds

Vroman approccia il mercaro delle obbligazioni societarie investment grade a breve termine attraverso la strategia Pictet-EUR Short Term Corporate Bonds, che mira ad offrire un profilo di rischio stabile con drawdown limitati. “Gli investitori beneficiano del nostro approccio difensivo caratterizzato da una gestione rigorosa della duration. Investiamo in obbligazioni con un alto grado di liquidità del segmento investment grade, principalmente con scadenze comprese tra uno e quattro anni. Il debito con scadenze tra quattro e sei anni non rappresenta più del 10% del portafoglio e, a differenza di alcuni nostri concorrenti, non investiamo in scadenze superiori ai sei anni. Possiamo investire fino al 15% in titoli con rating BB, che ci consentono di incrementare la diversificazione e il rendimento”, spiega il gestore.

Dal lancio del fondo nel novembre 2013, nonostante i numerosi eventi rischiosi, tra cui la crisi del debito greco a metà 2014, i timori di un hard landing in Cina, la correzione delle materie prime nel 2015 e agli inizi del 2016, nonché la Brexit, questo rigoroso approccio ha consentito al fondo di generare una performance annua costante dell'1,9% con una volatilità dello 0,6%.

Il posizionamento strategico

Negli ultimi mesi, il mercato del credito europeo ha registrato un vigoroso rally che ha ridotto gli spread a 94 punti base, dai 124 pb di dicembre. Dal momento che ora le valutazioni offrono un potenziale di rialzo più contenuto, Vroman e il suo team adottano un approccio più moderato, concentrandosi sulle posizioni di carry, effettuando prese di profitto su settori ed emittenti per i quali intravedono un potenziale di contrazione degli spread limitato e riducendo il rischio di duration alla luce della recente volatilità dei tassi.

“Abbiamo ridimensionato le posizioni fuori benchmark contenendo entro un massimo del 3% l'esposizione alle obbligazioni con scadenze comprese tra quattro e sei anni e mantenendo l'esposizione ai titoli con rating BB a circa il 6,5%, un livello inferiore alla metà del nostro limite”, spiega la manager, che conclude fornendo un quadro generale in termini di allocazione, “ci concentriamo su una serie di temi per i quali le prospettive di tassi d'interesse più elevati a lungo termine sono uno dei principali driver: i titoli finanziari, poiché la prospettiva di una curva più ripida è positiva per le compagnie assicurative e le banche; i settori legati ai consumi, in cui l'aumento dei tassi d'interesse potrebbe essere un ostacolo, dove siamo inoltre prudenti riguardo alle società del comparto delle vendite al dettaglio, che è esposto a forze rivoluzionarie a livello globale; e infine le automobili, siamo infatti estremamente selettivi nel settore automobilistico, in particolare nei confronti degli emittenti esposti al mercato statunitense, che sembra trovarsi in una fase avanzata del ciclo”.

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