Vitti (Indosuez): "Prediligiamo azioni e obbligazioni dei Paesi emergenti"


Il primo semestre 2019 ha dato molte soddisfazioni agli operatori di mercato, ma ora ci troviamo un una situazione in cui il mercato rischia di essere un po’ surriscaldato.

“Con tassi d’interesse negativi e performance azionarie a due cifre, la lista dei mercati overheated potrebbe essere piuttosto lunga”, commenta Daniela Vitti, responsabile delle Gestioni Patrimoniali del Gruppo Indosuez in Italia. “In questa lista possiamo inserire i mercati obbligazionari governativi, sia dei principali Paesi europei sia degli Stati Uniti: le nostre previsioni, per fine 2019, indicano comunque un valore negativo per il tasso decennale tedesco e pari a 2% per quello americano". 

Secondo la manager, l’unica maniera per trovare rendimento sia sul mercato azionario che obbligazionario è spostarsi sui Paesi emergenti, in particolare l’Asia. “E' una scelta di lungo periodo, che nasce dall’evidenza macroeconomica in base alla quale più del 50% del GDP globale è realizzato dai Paesi emergenti. Tale sovrappeso è bilanciato dal sottopeso in Europa, Usa e Giappone”, precisa Vitti. “Abbiamo una preferenza per titoli value e le storie di crescita secolare, come le tecnologie innovative e l'invecchiamento della popolazione. Valutiamo come neutrale l'investimento in beni di consumo primari, telecomunicazioni, finanziari ed utility”. 

Inoltre Indosuez Italia ha sviluppato delle linee di gestione con portafogli azionari tematici proprietari. L'offerta prevede quattro differenti tematiche multisettoriali, a seconda del grado di dinamismo necessario. “Al momento privilegiamo i portafogli più difensivi con società il cui prezzo non riflette la qualità dei fondamentali (QARP) e il tema del dividend yield/shares buyback, al fine di ridurre la volatilità senza sacrificare la performance”. 

Elementi di decorrelazione

Il 2018 è stato un anno estremamente complesso, durante il quale la maggior parte delle correlazioni, storicamente valide, non hanno funzionato. Gli operatori sono stati influenzati nelle loro scelte soprattutto da elementi esogeni rispetto ai mercati stessi (le dichiarazioni dei banchieri centrali e quelle del presidente americano). “Nel lungo periodo riteniamo che l'investimento in oro possa essere considerato un ottimo strumento di diversificazione per i portafogli. Ulteriori elementi di decorrelazione possono essere individuati nel settore immobiliare e, qualora sia sostenibile sacrificare la pronta liquidabilità del portafoglio complessivo, negli investimenti in private equity”, spiega Vitti. 

“Nel mondo dei fondi alternativi privilegiamo le strategie long-short e quelle che evidenziano una elevata decorrelazione con l’andamento dei mercati finanziari: il fine è quello di incrementare la diversificazione dei portafogli dei nostri clienti”. 

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