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Van den Eynde (CANDRIAM), gli effetti del Coronavirus sul Biotech


“La situazione è grave, ma non disperata”, questa l’opinione sull’emergenza Coronavirus di Rudi Van den Eynde, head of Thematic Global Equity di CANDRIAM, gestore del fondo Equities L Biotechnology, che ha ottenuto nel 2020 il rating Consistente FundsPeople. La pandemia ha superato il tetto di 400 mila contagi in tutto il mondo. L’Italia, tra i Paesi più gravemente colpiti, secondo le previsioni dell’Organismo Mondiale della Sanità (OMS) sta registrando in questi giorni i livelli di picco di persone infette e decessi. In Germania il Robert Koch Institute ha recentemente affermato che nei prossimi mesi fino a dieci milioni di tedeschi potrebbero contrarre il virus, a meno che non siano rispettate seriamente le attuali restrizioni di tipo sociale. In crescita vertiginosa anche le curve dei contagi in Spagna, Francia e Stati Uniti.

Tuttavia, come sottolinea il responsabile dell’azionario globale di CANDRIAM, la situazione è seria ma non senza via d’uscita. In questo senso, l’Asia può essere l’esempio da seguire per uscire dalla crisi. L’esperto evidenzia come il numero di nuove infezioni giornaliere in Cina è di circa 20, ma la maggior parte delle persone risultate positive proveniva dall’estero. “Anche la Corea del Sud sta tenendo sotto controllo la malattia, così come Singapore. Questo dimostra come le misure adottate, pur essendo severe, si stiano mostrando efficaci”, spiega.

Per questo motivo Van den Eynde afferma che: “Fino a quando tutti i pazienti non saranno identificati e curati, gli sforzi globali dovranno essere mantenuti e seguiti. Solo così sarà possibile debellare il coronavirus. Vi sono forti indicazioni che suggeriscono un ritorno del virus l’inverno prossimo ma per allora il mondo sarà preparato; inoltre è molto probabile potere affrontare il virus con vaccini e farmaci”. 

Quanto manca all’ottenimento di un vaccino?

“Attualmente numerose aziende del settore sanitario e delle biotecnologie lavorano a pieno regime allo sviluppo di un vaccino”, spiega Van den Eynde. “Tuttavia ci vorranno almeno altri 12-15 mesi prima che il vaccino sia pronto. Secondo una visione più ottimistica, le prime dosi saranno pronte a partire da dicembre”, dichiara. Ma lo sviluppo di un vaccino è solo un lato della medaglia: “La produzione di circa 100 milioni di dosi di vaccini per la popolazione significa uno sforzo ingente per il settore. Sarebbe auspicabile che non solo qualche azienda, ma molte società lavorassero contemporaneamente ai vaccini, compresi i grandi leader del mercato che sono in grado di sviluppare rapidamente le capacità necessarie”, sottolinea. C’è però un ulteriore aspetto positivo da tenere in considerazione. Secondo l’esperto, stando allo stato attuale e contrariamente a quanto accade per un’influenza stagionale, il nuovo coronavirus difficilmente subisce mutazioni. Pertanto è probabile che "nel 2021 un vaccino sia ancora efficace”, dichiara. 

Come lo sviluppo di farmaci può contribuire alla lotta al virus? Per l’esperto di CANDRIAM, esistono due approcci: in Cina è in fase di sperimentazione un farmaco sviluppato originariamente contro l’Ebola che inibisce la riproduzione del virus nel corpo umano. Un’altra possibile soluzione parte da un’idea diversa: “Per molti pazienti non è l’infezione che causa il danno maggiore, ma una specie di reazione eccessiva del sistema immunitario, specialmente tra gli anziani. La speranza è di fermare questa spirale, che non impedirebbe di contrarre la malattia, ma ne ridurrebbe significativamente la mortalità”, sottolinea. “Esistono farmaci impiegati, ad esempio, per trattare l’artrite o il virus HI le cui prime ricerche suggeriscono che potrebbero aiutare anche nel caso del Covid-19”, dichiara.

Gli impatti della pandemia sul settore delle biotecnologie

Anche il settore sanitario e delle biotecnologie ha risentito del sentiment generale del mercato e delle fluttuazioni. Tuttavia, rispetto agli indici globali quali l’MSCI World, il settore sanitario “ha resistito molto meglio”, osserva il responsabile di CANDRIAM. “Il blocco attuale sta colpendo l’intera economia globale incluso il settore sanitario. Gli interventi chirurgici non strettamente necessari sono stati rinviati, tuttavia il settore è relativamente stabile. Le cure per i malati di cancro non sono state interrotte improvvisamente e le malattie rare continuano a ricevere la massima attenzione”, evidenzia.

Sebbene con tutta probabilità i dati relativi ai prossimi due trimestri non saranno particolarmente buoni, per l’incertezza sulla durata dell’emergenza, secondo Van den Eynde “vi sono ottime probabilità che l'economia torni alla normalità entro l'estate del 2021. Gli investitori possono sicuramente fare la differenza: chi pensa a lungo termine, andando al di là dei dati dei prossimi mesi, si accorgerà che alcune società di qualità sono attualmente disponibili a un prezzo molto più interessante rispetto a poche settimane fa”, conclude.

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