Valute emergenti: perché guardare a Brasile, Indonesia e Egitto


L’universo emergente ha sofferto nel corso del 2018, al netto delle difficoltà specifiche dei singoli Paesi, della forza del dollaro statunitense e delle turbolenze conseguenti alla guerra commerciale USA-Cina. Da un punto di vista di prospettive per il 2019 si situa attualmente nella fascia alta del consensus dei mercati, con la necessaria precisazione, tipica dell’asset class, circa la necessità di operare significative distinzioni data l’eterogeneità delle realtà economiche che la compongono.

Il quadro valutario risulta particolarmente rilevante in questo momento con la Fed che si è fermata nel processo di rialzo dei tassi e il dollaro che sembra avere limitate possibilità di ulteriore apprezzamento. Un quadro che determina un contesto favorevole perché i fondamentali dei singoli Stati possano tornare a fare da guida agli andamenti delle valute emergenti, come affermato da Antoon de Klerk, porfolio manager del fondo Emerging Markets Local Currency Total Return Debt di Investec AM.

“Tre sono le migliori storie oggi presenti sul mercato”, afferma de Klerk. “La prima”, spiega, “è l’Indonesia, un Paese che spicca per la solida crescita nel contesto complessivo di rallentamento dell’economia mondiale. Abbiamo una view positiva anche su Real brasiliano, dal momento che sono in corso da parte del governo Bolsonaro riforme volte ad alleggerire i conti pubblici in un Paese in cui la spesa pensionistica non è sostenibile nel tempo. I tassi di interesse sono inoltre ben contenuti dalla Banca Centrale. Una delle valute su cui troviamo da tempo maggiore valore e che continua a essere estremamente interessante è, inoltre, la lira egiziana”. Molte sono le ragioni di questa preferenza portate dal portfolio manager di Investec AM.

“Il programma di riforme fiscali degli ultimi due anni”, sottolinea, “ha funzionato e sta portando forti benefici all’economia. È stato alleggerito il sistema di sussidi statali, andando a colpire quelle misure che erano distribuite in modo indiscriminato a tutte le fasce della popolazione e mantenendo allo stesso tempo il sostegno alle classi meno agiate. L’operazione del 2016 è stata lasciare che la valuta si svalutasse, alzando contemporaneamente il tasso di interesse. Questo ha portato ad un netto miglioramento del saldo delle partite correnti e allo stesso tempo sono state fatte importanti scoperte di giacimenti di gas”.

Nell’area dell’America Latina una delle principali preferenze di de Klerk è per il Perù, sia da un punto di vista obbligazionario che azionario. Una storia di successo stabile che sta attraendo capitali esteri. Anche i bond russi sono secondo il portfolio manager di Investec AM un’opportunità in questo momento. Un investimento resiliente che può inoltre contare sulla stabilità fornita da un enorme surplus delle partite correnti

Un ulteriore tema al centro del dibattito sulle valute emergenti è quello relativo al posizionamento nei confronti della lira turca dato l’alto livello di rendimento potenziale fornito a fronte di rischi politici e sociali difficilmente calcolabili in termini economici. La view di de Kleerk sul tema è molto chiara. “La nostra decisione è quella di non investire in questa valuta”, afferma. “Siamo in presenza di variabili scarsamente controllabili e il rischio di downside è troppo elevato”, aggiunge.

Il tema della guerra commerciale e dei suoi impatti sui mercati emergenti è, infine, secondo il portfolio manager di Investec AM, un fattore da tenere monitorato ma che dispiegherà appieno il proprio potenziale di cambiamento degli equilibri economici solo nel lungo periodo. “Questo è uno scontro”, fa notare, “che proseguirà per il resto della nostra vita di investitori”. “Il fatto che si giunga nel breve termine ad una accordo”, prosegue, “è certo poiché Trump ha bisogno di una conclusione da presentare come positiva agli elettori prima delle presidenziali del 2020. Il nostro punto di vista è che gli impatti sulla Cina e quindi sui mercati emergenti siano in questo momento pienamente prezzati dal mercato e preferiamo concentrarci nell’individuazione di quelle storie di successo che ci permettono di creare portafogli in grado di catturare il potenziale di rendimento ancora ben presente nell’asset class”.

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