Value, small cap e Giappone. Amiral Gestion e lo spirito contrarian


“Cerchiamo partner, non clienti. Non perseguiamo la raccolta a tutti i costi. Come per i nostri investimenti prediligiamo le relazioni con partner in grado di ravvisare un profondo coinvolgimento in quella che è la nostra filosofia di gestione”. Parole inusuali, se non inedite, dato che a pronunciarle è il responsabile della clientela istituzionale e key account di un asset manager. Due frasi particolarmente adatte per introdurre la filosofia di una casa di gestione, Amiral Gestion, che in Italia ha un’offerta commerciale composta da sei fondi autorizzati alla distribuzione: tre azionari europei (Sextant PEA, Sextant Europe e Sextant PME), uno azionario globale (Sextant Autour du Monde), uno obbligazionario globale (Sextant Bond Picking) e un fondo flessibile (Sextant Grand Large).

Value non dogmatici

Definirsi un asset manager value non è molto di moda data la ormai strutturale sottoperformance rispetto al growth, mai così marcata come in questo ciclo economico. La cosa non spaventa però Ugo Emrinian che sottolinea come sia necessario entrare nei dettagli delle singole gestioni e dei singoli strumenti per comprendere cosa questo significhi esattamente.

“La nascita del legame di partnership di lungo periodo che abbiamo con i nostri clienti parte dalla spiegazione di come la nostra filosofia non sia value in modo dogmatico”, afferma. “Non siamo investiti in molti dei settori classici di questo stile di gestione, come l’oil&gas, e abbiamo nei nostri strumenti società tecnologiche . Molte di queste sono small cap, specifica expertise del gruppo, che hanno contribuito in modo determinante alla performance dei nostri fondi da inizio anno”, aggiunge.

Sostegno all’economia

Dalla creazione della società nel 2003, Amiral Gestion ha sempre sostenuto le piccole e medie imprese che hanno creato, in particolare, più posti di lavoro delle grandi aziende negli ultimi dieci anni.

La specifica competenza nell’ambito delle piccole e medie imprese è confermata dalla decisione della Caisse des Dépôts et Consignations (CDC) e di un gruppo di assicuratori e mutue assicuratrici francesi di investire ulteriori 100 milioni di euro, che si aggiungo ai 150 già allocati, nel fondo NOVA2 gestito da Amiral Gestion con l’obiettivo di creare valore e contemporaneamente sostenere il tessuto produttivo formato dalle piccole e medie imprese francesi, aspetto particolarmente significativo in questo momento di crisi legato alla pandemia da Covid-19.

La nuova fase della storia del fondo NOVA2 si è rivelata anche un'opportunità per rafforzare l'impegno del fondo nel rispetto dei criteri ESG, in linea con i fondi Responsible Care gestiti per conto delle principali istituzioni pensionistiche (Public Service Additional Pension Institution, Pension Reserve Fund). Questi fondi, dedicati anche al segmento francese PMI/ETI, rispettano rigorosi criteri di selezione ESG e seguono una politica di impegno comune a tutte le attività e gestioni dell’asset manager.

USA vs Giappone

Altra testimonianza del carattere contrarian di Amiral Gestion è la preferenza da un punto di vista geografico per l’investimento in società asiatiche, in particolare giapponesi piuttosto che statunitensi. “In Asia”, spiega Emrinian, “ci sono imprese che hanno valutazioni anche tre volte inferiori rispetto ad omologhi statunitensi. Guardiamo ai fondamentali e riteniamo che pagare una società 300 volte gli utili non sia quasi mai una eccellente idea e che esistano concrete possibilità che valutazioni di questa entità nascondano una vera e propria bolla finanziaria. Ci sono imprese con bilanci solidi, livelli di valutazione quasi sotto il book/value e con performance accettabili. In particolare ci focalizziamo sull’analisi dei flussi di cassa”, completa.

Focus sul mercato italiano

Oltre alla specifica expertise su small cap e azionario asiatiche, particolarmente interessante per gli investitori italiani è, secondo Emrinian, il fondo flessibile Sextant Grand Large. Lanciato nel 2003, il prodotto ha una performance annualizzata dell’8,5% ottenuta grazie ad un rigoroso processo di investimento basato sulle analisi sui mercati di Robert Shiller, economista americano, teorico del CAPE ratio come strumento per definire l’allocazione azionaria. Una metodologia che, sottolinea il responsabile clienti istituzionali e key account di Amiral Gestion, “ci permette di puntare a rendimenti costanti nel lungo periodo, grazie a ponderazioni effettuate nei momenti in cui i mercati sono sottovalutati e viceversa”. Un esempio recente è stato il periodo più acuto della prima ondata della pandemia da coronavirus, in cui il fondo è passato da un 22% di allocazione azionaria in gennaio ad oltre il 50% in marzo per arrivare a 35% oggi .

Professionisti
Società

Notizie correlate