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Vacca (Aviva): “Nel 2020 vogliamo accelerare la crescita nel ramo danni”


Il 2019 di Aviva in Italia si è chiuso con risultati estremamente soddisfacenti sia dal punto di vista delle masse (circa 35 miliardi di euro) che da quello dei profitti, con livelli di solidità invidiabili in un momento in cui i tassi bassi hanno messo in difficoltà il solvency di tante compagnie. “Siamo estremamente soddisfatti”, afferma Alberto Vacca, chief business and investment officer di Aviva. “Grazie ad una robusta crescita registrata sul ramo vita abbiamo consolidato il nostro posizionamento raggiungendo la 5° posizione nel mercato e siamo inoltre cresciuti nel ramo danni, mantenendo un’ottima redditività”.

Negli ultimi 5 anni Aviva ha raddoppiato i suoi asset under management. Secondo Vacca, entrato in Aviva nel 2009, questo è dovuto principalmente a un’intuizione: scommettere sul prodotto multiramo anticipando le tendenze del mercato assicurativo. “Questo tipo di soluzione rappresenta oggi circa il 60% del nostro business ed è la chiave del nostro successo. Si basa su un motore finanziario caratterizzato da una gestione separata, mantenuta negli anni con elevati rendimenti stabili per i clienti, a cui abbiamo abbinato la parte unit linked, offrendo una gamma di prodotti completa composta sia da fondi interni che esterni. Questo sistema garantisce alle nostre reti distributive, consulenti finanziari, banche e agenti, un livello di servizio benchmark nel mercato”.

È innegabile che negli ultimi anni i prodotti assicurativi abbiano visto crescere sensibilmente il proprio peso nelle scelte di risparmio degli italiani, rubando quota di mercato alle obbligazioni e ai titoli di Stato. “Premettendo che la scelta di un prodotto rispetto ad un altro dipende dal profilo rischio-rendimento del cliente, attualmente stiamo orientando la nostra clientela appunto verso le soluzioni multiramo: in un orizzonte di medio-lungo termine infatti, queste soluzioni offrono la possibilità di ottenere un extra rendimento rispetto al fixed income contenendo però la volatilità grazie alla componente di gestione separata”, spiega l’esperto. “Inoltre, consapevoli che entrare nell’equity può comportare un rischio legato ad un errato ‘entry point’, abbiamo appositamente realizzato da qualche anno un meccanismo di auto-switch che trasforma automaticamente in unit linked una parte della gestione separata al fine di consentire un ingresso graduale nell’azionario”, aggiunge.

Piani futuri

Quali sono i piani della compagnia per il 2020, dunque? “L’obiettivo è continuare a consolidarci nei prodotti multiramo migliorando il nostro mix di prodotto, così come sul piano delle unit linked, protection e pension. Soprattutto, vogliamo crescere nel danni dove attualmente presentiamo una posizione di mercato residuale (circa il 2% del mercato) e ci auguriamo che il 2020 sia un anno importante per il raggiungimento di questo obiettivo”, prosegue Vacca. Il tutto, senza trascurare un tema che alla compagnia sta a cuore sin dagli anni ’70 e cioè quello della sostenibilità.

“Abbiamo da tempo messo al bando il settore delle cluster munition, del carbone e del tabacco. Inoltre, siamo azionisti di circa 2.000 imprese e partecipiamo attivamente alle loro assemblee per orientare le decisioni secondo questi stessi criteri”, sottolinea l’esperto. “In quanto investitori di medio-lungo termine consideriamo la sostenibilità come uno dei fattori vincenti per avere extra rendimento e contenere il rischio. Abbiamo anche creato un algoritmo proprietario che assegna uno score agli investimenti e vantiamo un team di 40 persone guidato da un chief responsible investment officer”, conclude.

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