Santina Percassi (Mps): "Uno sguardo alle tematiche d’investimento future"


In una fase più matura del ciclo economico si assiste ad una maggiore incertezza e ad un potenziale aumento della correlazione tra asset class tradizionali (azioni e obbligazioni), con una conseguente perdita dei benefici di diversificazione. In questo contesto, una più efficace diversificazione del portafoglio può essere ricercata selettivamente in alcune esposizioni e strategie non-tradizionali, che mostrano di poter creare ‘diversità’ rispetto all’andamento del classico portafoglio bilanciato cui la maggior parte degli investitori è esposto. 

In particolare, “nei portafogli non legati ai benchmark tradizionali, anche in una logica di medio periodo, stiamo valutando strategie long/short e più legate a fattori ‘idiosincratici’, quali strategie di merger&arbitrage e long/short credit, entrambe selezionando gestori attivi a basso beta”, spiega Santina Percassi, responsabile dell’Ufficio Gestioni Patrimoniali di Monte dei Paschi di Siena (MPS)

Tra le esposizioni long only, in un contesto in cui si è assistito sui fondi azionari ad una forte rotazione, a partire dalla seconda metà del mese di settembre, da fattori momentum small cap, growth, high beta a fattori value, low volatilty/low beta, MPS ha riposizionato i portafogli, privilegiando fondi con caratteristiche più difensive e meno legate all’andamento del ciclo economico globale. “Inoltre, riteniamo che, rispetto agli attuali livelli, i mercati dei Paesi emergenti, in una logica di medio-lungo termine, costituiscano un’interessante opportunità d’investimento, sebbene in un contesto in cui le escursioni dei prezzi potrebbero mantenersi ancora elevate”, spiega il gestore. “Queste aree stanno beneficiando di grossi mega-trend quali l’urbanizzazione, i cambiamenti demografici e la crescita della classe media, tutti elementi che contribuiscono in maniera positiva alla crescita del PIL”. 

Evoluzione tematica

MPS sta guardando con particolare attenzione a due tematiche in particolare: la gestione dei dati e il tema degli investimenti sostenibili (ESG: Environmental, Social, Governance). Per quanto riguarda la prima, Percassi spiega che “oggi siamo nella fase iniziale di un nuovo ciclo, centrato attorno alle tecnologie dei dati (l’intelligenza artificiale, l’internet of things, l’automazione, l’augmented reality) che hanno il potenziale di fornire alle aziende una reale crescita della produttività”. 

C’è stato un grosso cambiamento anche per le società tecnologiche: negli ultimi due decenni l’industria della tecnologia si è concentrata sul consumatore, mentre nei prossimi dieci anni dovrà cambiare il suo target e puntare ai servizi alle società. Vi sarà quindi uno shift dal mobile internet con un nuovo ciclo che premierà le tecnologie dei dati. In questo contesto, le imprese stanno incrementando i budget dedicati all’IT. “Si osserva al riguardo un chiaro cambiamento di mentalità da parte delle società, che prima vedevano la tecnologia come un supporto al business mentre oggi è diventato il business”, spiega la manager. “Un esempio è l’introduzione della figura definita Chief Data Officer (CDO), responsabile dell’utilizzo dei dati come asset da valorizzare (dal12% nel 2012 al 65% nel 2018).

Un secondo tema è la transizione verso una green economy globale: “Vi è una crescente consapevolezza sui limiti alla crescita globale in un sistema con risorse naturali non illimitate, con un incremento della severità dei rischi (ambientali e per la salute umana) creati dall’attuale modello di crescita”, spiega Percassi. “Questa consapevolezza sta portando una serie di iniziative pubbliche (anche sovranazionali) e private”. “Queste due potenti forze di cambiamento si associano peraltro a una modifica strutturale dell’atteggiamento dei consumatori, che tenderanno sempre più a preferire l’accesso al servizio piuttosto che alla proprietà del bene”, conclude Percassi.

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