Amundi SGR, una rete di protezione per salvaguardare il sistema


L’intervento delle Banche centrali è stato definita da Giordano Beani, head of Multi-Asset Fund Solutions Italy Amundi SGR, come una rete di protezione per salvaguardare il sistema. “La Federal Reserve statunitense e i Governi delle Nazioni più colpite dalla pandemia sono intervenuti per preservare durante l’emergenza, oltre la salute dei cittadini che viene prima di tutto, il tessuto produttivo delle imprese, dei lavoratori e del funzionamento dei mercati finanziari, affinché una già difficile situazione per le economie globali non si trasformi in un problema più grave a causa dei potenziali fallimenti aziendali e dell’incremento della disoccupazione”, spiega.

Oltre alle innumerevoli azioni già poste in essere dalla Federal Reserve, dalla BCE, dalla BOE (Bank of England), dalla PBOC, la Banca centrale cinese, e da tante altre Autorità monetarie internazionali, Il presidente della Federal Reserve ha comunicato giovedì 9 aprile altre importantissime iniziative. Infatti, la Banca centrale americana metterà a disposizione 2.300 miliardi di dollari per acquistare titoli emessi dagli Stati Federali, dalle Contee e dai comuni (municipalities) e per finanziare le piccole e medie imprese con dipendenti fino a 10.000 unità, attuando prestiti attraverso il sistema bancario con scadenze quadriennali.

“Il Presidente Jerome Powell ha, inoltre, dichiarato che il ruolo delle Banca centrale si è allargato al di là del suo obiettivo abituale di mantenere la liquidità del sistema garantendone il funzionamento al fine di aiutare il Paese a ricevere gli aiuti economici e finanziari di cui ha bisogno per contrastare una grave emergenza sanitaria. Ha poi aggiunto che le azioni poste in essere in questi giorni aiuteranno ad assicurare che quando la ripresa finalmente arriverà essa sia quanto più vigorosa possibile. Altro annuncio importantissimo è che la Federal Reserve comprerà attraverso un apposito veicolo fino a 750 miliardi di dollari di titoli corporate, inclusi quei titoli che hanno visto il loro rating abbassato a causa della crisi da Investment Grade a High Yield (cosiddetti “fallen angels”) fino a un rating minimo di BB- e comprerà altresì ETF Corporate investment grade ed anche ETF high yield”, spiega il manager.

Gli altri due eventi che hanno polarizzato l’attenzione degli investitori in settimana sono stati il meeting del gruppo cosiddetto dell’OPEC+ per decidere sui tagli alla produzione di greggio e la riunione dell’Eurogruppo, l’organo informale dell’Unione Monetaria europea che riunisce i ministri dell’Economia e delle Finanze dell’area Euro, chiamato a formulare proposte per fronteggiare a livello comunitario la crisi. Il meeting dell’OPEC+ si concluso, per il momento senza la firma del Messico che fa resistenza sulla quota di 400.000 barili di taglio ad esso assegnata, con la decisione di tagliare la produzione di 10 milioni di barili al giorno in maggio e giugno. I membri del gruppo OPEC+ auspicano che altri produttori, in particolare gli USA, si uniscano ai tagli per almeno altri 5 milioni di barili al giorno. “Questa impasse ha pesato sulle quotazioni del petrolio dopo il forte rimbalzo della settimana precedente”.

In Europa, la riunione dell’Eurogruppo, una vera e propria maratona, si è conclusa con l’accordo su un piano da oltre 500 miliardi di Euro di interventi di supporto, ma gli Eurobonds, proposti fortemente dall’Italia, al momento sono stati accantonati. “Gli interventi si articoleranno quindi in tre aree. La messa a disposizione di 240 miliardi di finanziamento a condizioni agevolate dal MES (Meccanismo Europeo di Stabilità) che gli Stati membri potranno richiedere fino al 2% del proprio PIL. In secondo luogo 100 miliardi andranno al piano di sostegno del lavoro, il cosiddetto Sure, ed infine 200 miliardi arriveranno dalle garanzie alle imprese offerte dalla Banca Europea degli Investimenti. L’Eurogruppo si è riservato di continuare lo studio relativo alla costituzione di un fondo di solidarietà, proposto dalla Francia, le cui caratteristiche in termini di dimensioni e di modalità di finanziamento non sono ancora chiare”. La palla passa ora di nuovo al Consiglio Europeo per la decisione finale.

In questo contesto i mercati azionari internazionali hanno reagito bene sia alle notizie dei nuovi interventi delle Banche centrali sia ad un miglioramento al margine della situazione dei nuovi contagi e dei nuovi ricoveri in terapia intensiva in Paesi come l’Italia, la Spagna e la Francia, ancorché la situazione sia ben lungi dal consentire ai Governi di abbassare la guardia sulle misure di contenimento della pandemia. “Gli Stati Uniti hanno registrato un rimbalzo poderoso con l’indice S&P 500 in rialzo del +12,1%, i mercati Europei hanno visto un rialzo dell’Area Euro del +8,6% (indice Eurostoxx 50) e Londra è salita del 7,9%. Molto bene anche il Giappone con un rialzo dell’indice Nikkei 225 del +9,4%, mentre più contenuto il rialzo dei Mercati emergenti con l’indice MSCI Emerging a +6,8%. Quanto ai mercati obbligazionari in rialzo i rendimenti sulle principali curve governative con il rendimento sul Treasury decennale in rialzo di 13 punti base a 0,72% ed il rendimento sul Bund decennale in rialzo di 9 punti base a -0,35%. Nonostante la bocciatura degli Eurobonds, all’Eurogruppo il differenziale del nostro BTP decennale rispetto al Bund corrispondente è sceso di 5 punti base a 194 sostenuto dagli acquisti della BCE".

Il gestore continua: "da segnalare il deciso rally delle obbligazioni corporate e high yield in particolare statunitensi seguìto agli annunci citati della Fed. Sulle materie prime, come ricordato il prezzo del petrolio ha corretto sulle incertezze relative alle conclusioni del meeting dell’OPEC+, con il Brent che ha perso in settimana il -7,7% a 31,5 dollari al barile. In rialzo invece del +4% l’oro che chiude la settimana a 1.683,66 dollari l’oncia. Infine, sulle valute internazionali da segnalare l’indebolimento del dollaro USA nei confronti dell’Euro del -1,38% a 1,094”, spiega Beani. “In conclusione, la reazione positiva dei mercati alle reti di protezione stese da Banche centrali e Governi, oltre alle incoraggianti notizie sull’evoluzione della pandemia, sono molto confortanti. La prudenza comunque non va abbandonata, poiché le difficoltà della situazione economica permangono ed avranno riflessi molto negativi sugli utili aziendali nel primo e nel secondo trimestre dell’anno almeno”.

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