Una new entry nella famiglia “flex” di Comgest


Comgest Growth Global Flex, è questo il nome del nuovo fondo di Comgest, lanciato lo scorso luglio 2017, messo a disposizione della clientela italiana come strumento in grado di fornire agli investitori un mezzo per investire attivamente in azioni globali quality growth, con l’obiettivo di volatilità inferiore rispetto al classico fondo azionario long-only. L’idea del prodotto è quella di ridurre quindi i cali improvvisi del mercato supportando gli investitori a evitare difficili decisioni di tempistica e a rimanere pazienti, mantenendo l’investimento anche in periodi di crescente volatilità.

Nata sull’idea e sull’esperienza del fondo con rating Consistente Funds People Comgest Growth Emerging Markets Flex, la nuova strategia offre anch’essa una combinazione di due elementi gestiti in maniera indipendente: un portafoglio azionario di crescita di qualità e un hedging overlay che offrono un’esposizione dinamica ai loro rispettivi indici per prevenire perdite significative. “Il livello di hedging applicato nel tempo è flessibile (0-100%) e basato su un modello quantitativo e proprietario di Comgest. Il Comgest Growth Global Flex offre anche la copertura del rischio sulle valute dei mercati sviuppati”, commenta Gabriella Berglund, responsabile per il Mercato Italiano dell’asset manager francese.

Il nucleo della nuova strategia è un investimento nel portafoglio quality growth del fondo flagship azionario globale della casa. “Questo prodotto ha un track record di più di 25 anni e dal lancio ha garantito una sovraperformance annualizzata del 3,2% rispetto all’MSCI AC World (27/06/1991-31/12/2017). Contrariamente alle allocazioni tradizionali o ai prodotti multi-asset, la famiglia di prodotti Comgest Flex non è esposta in alcun modo sui mercati obbligazionari, riducendo la sensibilità ai tassi di interesse del prodotto in un contesto di tassi molto bassi. Le strategie di riduzione del rischio Comgest Flex sono gestite da Alexandre Narboni e Schlomy Botbol, che uniscono 27 anni di esperienza sia nella gestione dei fondi che nell’analisi quantitativa”, spiega la manager.

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Céline Piquemal, responsabile Azionario Globale della società, fornisce inoltre una view sulla strategia generale della casa prendendo come riferimento un prodotto in particolare, il Comgest Growth World: “Da oltre 30 anni la nostra filosofia di investimento è quella di individuare società quality growth con un approccio bottom-up molto concentrato. Ci impegniamo nella ricerca del corretto bilanciamento tra crescita degli utili, visibilità e valutazioni per creare un portafoglio concentrato di 30/40 società. Il Comgest Growth World è molto diverso dal proprio indice di riferimento. Il fondo è investito in 34 società quality growth con le prime 10 posizioni che rappresentano il 36% del portafoglio, evidenziando in questi nomi il nostro approccio high conviction. Dato che si tratta di un portafoglio completamente senza vincoli, il fondo ha una active share del 92% rispetto sull’indice MSCI AC World. È un portafoglio molto liquido con una capitalizzazione media di mercato di 126 miliardi di dollari. Il 90% dei nomi offre una capitalizzazione di mercato superiore ai 10 miliardi di dollari”, spiega l’esperta.

Inoltre due parole sul posizionamento geografico: "L'esposizione agli USA è ridotta rispetto al benchmark (29% rispetto al 52% di quest'ultimo). Di contro, l'azionario giapponese e dei mercati emergenti (in particolare quello cinese) è rappresentato in proporzione superiore nel fondo (il Giappone è al 29% nel fondo rispetto all'8% del benchmark e i mercati emergenti al 22% del fondo rispetto al 20% del benchmark)". dettaglia la manager.

Nella view di Comgest, il Giappone è un mercato azionario incompreso e dove la ricerca è limitata, e che offre importanti opportunità di generazione di alfa. A supporto di questo processo vi sono quattro professionisti che si dedicato al Giappone, tre dei quali con base presso gli uffici di Tokyo. L’esposizione alla Cina garantisce alla società una serie di franchise con ottime prospettive di crescita a valutazioni ragionevoli, ed è supportata dall’ufficio di ricerca di Hong Kong. Un esempio è Ping An Insurance, la società leader del settore assicurativo privato in Cina.

“Dal punto di vista settoriale, il fondo non ha esposizioni ai settori energetico, di telecomunicazioni bancarie, real estate e materie prime. Viceversa, il fondo è sovraesposto ai settori IT, dei beni di largo consumo e industriale, che rappresentano circa il 60% del fondo”, conclude Piquemal.

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