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Un 2019 con maggiore volatilità, parola di Jupiter


“Molte delle preoccupazioni per un 2018 potenzialmente imprevedibile per gli investitori si sono poi rivelate fondate. Infatti, in contrasto con la relativa calma del 2017, quest’anno abbiamo assistito a numerosi periodi di volatilità, a partire dal crollo del Bitcoin e dal picco di volatilità di febbraio, passando per il sell-off dei mercati emergenti di questa primavera/estate, fino alla recente correzione del mercato azionario a ottobre. Oggi, il rischio principale rimane la graduale, seppur significativa, stretta della politica monetaria: a partire dall’inizio del 2019, infatti, le Banche centrali diventeranno venditori netti di asset, il che potrebbe intensificare la volatilità sui mercati”.

È intervenuto all’evento di inaugurazione della nuova sede di Jupiter a Milano, Ariel Bezalel, head of Strategy, Fixed Income e gestore del fondo Jupiter Dynamic Bond (doppio rating AC Funds People - Preferito dagli Analisti-Consistente), illustrando le motivazioni per cui, in questo momento, sta adottando l’approccio più cauto nella storia della strategia.

Bezalel, riconosciuto dal mercato per le sue acute view macroeconomiche, ha aggiunto: “La ripresa della volatilità è stata innescata principalmente della decisione della Fed di ridurre il bilancio e di alzare i tassi d’interesse. Inoltre, è probabile che anche la BCE porti a termine a breve il programma di quantitative easing e ciò potrebbe aggravare ulteriormente la contrazione della liquidità sui mercati. Con il dollaro USA in rialzo di pari passo, considerati gli aumenti dei tassi da parte della Fed, non siamo sorpresi nel vedere che il calo della liquidità a livello globale abbia avuto, inizialmente, conseguenze sui mercati emergenti: tuttavia, a nostro avviso, il rallentamento osservato nei paesi emergenti passerà anche alle economie sviluppate”.

“Per via del rallentamento della crescita a livello globale e dei livelli record del debito di famiglie e imprese negli Stati Uniti, nonché dell’appiattimento della curva dei rendimenti, continuiamo ad adottare un approccio ad alta convinzione sui Treasury USA, cercando di evitare i rischi”, ha proseguito Bezalel, spiegando che  “di recente, abbiamo investito in maniera opportunistica in alcune aree dei mercati emergenti – ad esempio sui titoli a breve scadenza in Argentina – e su settori difensivi nell’universo high yield – come il comparto sanitario negli Stati Uniti – anche se, al punto in cui ci troviamo del ciclo economico, siamo consapevoli della necessità di bilanciare il potenziale al rialzo con i sempre maggiori rischi al ribasso”.

Andrea Boggio, country head Italy, ha continuato: “A meno di tre anni dall’arrivo di Jupiter in Italia, abbiamo deciso di migliorare ulteriormente il livello di servizio e vicinanza alla nostra clientela con l’apertura della nuova sede in Piazza Liberty a Milano; testimonianza del nostro impegno a lungo termine nel mercato italiano. La complicata fase attuale dei mercati è tanto più delicata per gli investitori italiani, storicamente orientati verso soluzioni obbligazionarie: nell’attuale contesto, considerare strategie a ritorno assoluto e diversificare l’esposizione anche su altre asset class, sempre con un orizzonte temporale di medio-lungo periodo, può rivelarsi premiante”.

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