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UBS ETF, tutte le caratteristiche dello strumento su S&P500 ESG


Ad un mese dalla quotazione su Borsa Italiana del UBS S&P 500 ESG UCITS ETF, l'asset manager ha organizzato a Milano un evento per approfondire le caratteristiche dello strumento e del sottostante, la cui peculiarità è l’applicazione di un filtro di sostenibilità ad un indice tra i più importanti al mondo. Mona Naqvi, senior director S&P, con il supporto di Guillaume Gaton, client specialist ESG Rating di RobecoSAM, società svizzera specialista in valutazioni di sostenibilità di cui si avvale S&P per le attività legate al comparto, ha chiarito nel dettaglio il processo di creazione dell’indice S&P 500 ESG, partendo dai principi che hanno portato all’esclusione di 184 società fino ad arrivare ad un numero complessivo pari a 316 sulle 500 comprese nell’indice standard. Appartenenza a settori controversi come armi e tabacco, sicurezza informatica e tutela della privacy, litigation su diritti dei lavoratori e impatto ambientale sono risultate fra le tematiche più penalizzanti per i titoli esclusi. Il miglioramento dell’impatto di sostenibilità ottenuto e certificato da RobecoSAM rispetto all’indice standard di è attestato al +25,45%, grazie anche al mancato inserimento delle società risultate fra le peggiori in ogni singolo settore industriale.

S&P 500 ESG - Esclusioni

Da un punto di vista di performance i back test svolti da S&P hanno mostrato ritoni annulizzati in un orizzonte di cinque anni in linea tra i due indici, con un tracking error contenuto a quota 0,74%.

S&P 500 ESG - Performance

Risultati a cui deve essere aggiunto un fattore di controllo del rischio legato alle tematiche ambientali, sociali e di governance sottolineato nel corso dell’evento da Matteo Ramenghi, chief investment officer di UBS Wealth Management, che ha fatto notare come negli ultimi anni si sia innalzato l’impatto sugli investimenti di controversie legate a singole società e singoli titoli.

UBS - ESG

Una dinamica causata non solo dalla reazione sempre più forte e consapevole proveniente dal lato del consumatore ma anche dall’attività del regolatore, sempre più impegnato, come sottolinea Francesco Branda, head of Passive & ETF Specialist Sales Italy di UBS AM, sul fronte della sostenibilità. “L'obbligatorietà per gli investitori istituzionali di gestire il rischio sui fattori ESG”, afferma Branda, “è solo uno degli esempi che fanno del tema della sostenibilità un fattore centrale della costruzione del portafoglio nel prossimo futuro, come testimoniato dalla continua crescita in Europa del comparto, che nel solo primo trimestre del 2019 ha visto le masse crescere di circa il 50%”.

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