UBP, un fondo con impatto reale e misurabile in termini di sostenibilità


Un approccio pienamente responsabile non si conclude con il compimento del processo di investimento. Misurare concretamente i miglioramenti prodotti in termini sostenibilità dall’esposizione dello strumento finanziario è ciò che distingue l’impact investing, ambito in significativa evoluzione negli ultimi anni che si è ampliato arrivando a ricomprendere, ad esempio, la finanza basata su progetti nel mondo del private debt o gli investimenti in azioni quotate in borsa.

Una filosofia che Union Bancaire Privée (UBP) ha sposato, come dimostrato dalla memebreship nel CISL Facilitated Investment Leaders Group e dal costante studio di soluzioni di investimento sempre più improntate alla sostenibilità. Tra le iniziative più recenti troviamo la creazione di un processo di selezione di titoli azionari, a partire da cui è nato il fondo UBAM Positive Impact Equity.

“Tutti gli investimenti sostenibili hanno un obiettivo simile: realizzare obiettivi finanziari senza compromettere le esigenze future del pianeta o della società”, spiegano Rupert Welchman, fund manager e Victoria Leggett, head of Impact Investing and fund manager di UBP. “Ciò che distingue gli investimenti ad impatto”, spiegano, “è l'impegno a monitorare e misurare questi obiettivi sociali e ambientali insieme alle prestazioni finanziarie. UBAM Positive Impact Equity è un fondo che investe in azioni di società quotate e il suo approccio si distingue per il processo di selezione dei titoli. Utilizziamo uno strumento proprietario per valutare l'"intensità di impatto" di un titolo candidato ad essere selezionato e operiamo un'intensa attività di engagement nella gestione delle nostre partecipazioni. I risultati di queste attività sono raccolti in report e condivisi con i nostri investitori, abbiamo creato un database di KPI bottom-up dal quale possiamo ottenere un quadro completo dei progressi dei nostri investimenti".

Aspetto fondamentale nella recente crescita degli investimenti responsabili è rappresentato dalle sempre maggiori evidenze circa l’economicità, in un orizzonte di lungo periodo, dell’esposizione a questa tematiche. “Cerchiamo aziende che, attraverso la loro innovazione e il loro impegno”, affermano Welchman e Leggert, “pensano al mondo in modo diverso e contribuiscono a risolvere i problemi del nostro pianeta.” “Il risultato è che queste aziende”, proseguono, “non solo stanno avendo un impatto positivo sulla società, ma i loro prodotti e servizi sono sempre più richiesti, assicurando così che abbiano caratteristiche di crescita superiori e, di conseguenza, rendano interessanti gli investimenti”.

Il tema è chiaro: ricercare aziende in grado di risolvere problemi specifici e di beneficiare dunque delle nuove tendenze di consumo ottenendo un vantaggio competititvo nel mondo di domani. Un esempio è costituito dalla metà della spesa in conto capitale dell'industria automobilistica investita nel passaggio ai veicoli elettrici e alla guida autonoma. Anche il cambiamento delle normative è un fattore chiave, con le aziende alimentari sono sempre più sotto pressione per ridurre il numero di ingredienti nei loro prodotti.

Nel fondo sono presenti titoli di società come Tomra, attore del settore riciclo, Red Electrica, produttore di smart grid per la distribuzione più efficiente dell’energia elettrica, e Aquafil, attiva nell’abbigliamento sostenibile. “Investiamo sulla base di temi, per essere sicuri di includere sia le tematiche sociali sia quelle ambientali”, sottolineano i portfolio manager. “I nostri temi”, concludono, “sono in parte ispirati dal nostro rapporto con il Cambridge Institute of Sustainability Leadership e dalle loro pubblicazioni sul tema dell’Impact investing”.

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