U Access (IRL) Cheyne Arbitrage UCITS, un’allocazione tra merger arbitrage e arbitraggio misto


L’aumento graduale dei tassi di interesse, le dinamiche di consolidamento in alcuni settori (soprattutto in Europa) e la congiuntura globale positiva stanno creando uno scenario favorevole per l’attività di fusioni e acquisizioni (M&A). “Lo scenario è particolarmente positivo per l’attività di M&A, anche per i bassi costi di finanziamento. Non bisogna comunque sottovalutare l’incombere di tensioni geopolitiche e guerre commerciali che potrebbero portare all’interruzione delle operazioni in corso”, afferma Pierre di Maria, responsabile delle strategie event driven presso Cheyne Capital Management, società di gestione specializzata negli investimenti alternativi che gestisce attualmente masse per circa 6,5 miliardi di dollari.

UBP, in collaborazione con Cheney Capital, ha recentemente lanciato un fondo arbitrage azionario, l’U Access (IRL) Cheyne Arbitrage UCITS, che va ad aggiungersi ai tre comparti già presenti nella piattaforma UBP di UCITS alternativi: U Access (IRL) Trend Macro (che vanta il rating Consistente 2018), l’U Access (IRL) Electron Global Utility e l’U Access (IRL) Nexthera UCITS. Attualmente la piattaforma gestisce masse per circa 700 milioni di franchi svizzeri. “Stiamo arrivando ad un punto di svolta nell’universo degli investimenti alternativi, con il segmento degli alternativi UCITS che sta diventando sempre più rilevante. Nei prossimi cinque anni assisteremo ad una crescita esponenziale di questo segmento”, dice il gestore.

Il portafoglio dell’U Access (IRL) Cheyne Arbitrage UCITS è costruito secondo un approccio bottom-up, dove l’allocazione tra la componente merger arbitrage e mixed arbitrage varia sulla base delle prospettive e previsioni sui mercati finanziari. Il fondo viene gestito come pura strategia 'market neutral' con un basso beta di mercato ed è caratterizzato da una bassa correlazione con i mercati obbligazionari. “Uno dei tratti distintivi del comparto è la capacità di diversificare indipendentemente dall’andamento del mercato. Il fondo presenta un profilo di rischio/rendimento simile a quello degli strumenti obbligazionari tradizionali ma con driver di rendimento differenti”. Il fondo, composto da 35 a 45 titoli altamente liquidi, è caratterizzato da un target di rendimento netto del 5%-7% e target di volatilità del 4-5%.

Il team di gestione adotta un approccio che combina due strategie di arbitraggio decorrelate: merger arbitrage e arbitraggio misto. La strategia merger arbitrage, che rappresenta la componente principale di rendimento, cerca di beneficiare delle opportunità di arbitraggio collegate a operazioni di M&A. “Questa componente si caratterizza per una duration molto bassa, all’incirca sei mesi, e da una sensibilità minima al sentiment di mercato”, afferma. La strategia di arbitraggio misto, invece, è la componente opportunistica, che garantisce le migliori performance in condizioni di mercato volatili. “Usiamo il termine mixed arbitrage per indicare una strategia di arbitraggio secondaria che si focalizza sui differenziali generati da eventi sociatari come share class arbitrage, dual listing, right issue e domination agreement. In termini di masse, due terzi degli asset sono destinati alla componente merger arbitrage, mentre un terzo a quella di arbitraggio misto”, spiega di Maria.

In termini di diversificazione geografica, il team di gestione investe a livello globale in azioni di società quotate, con particolare focus sull’Europa. “Non è un fondo sector driven, il nostro obiettivo è andare ad individuare settori dove si concentrano operazioni di M&A in grado di creare valore. Negli ultimi due anni siamo stati particolarmente attivi nel settore Telco e immobiliare”, aggiunge. Inoltre, il processo di investimento del comparto prevede l’integrazione di criteri ESG.

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