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Tutti i progetti di IWBank per il 2019


Archiviata l’indagine milanese – la sentenza del Gip conferma infatti l’insussistenza dell’ipotesi accusatoria di ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza, rispetto alle quali, al contrario, viene accertata la piena trasparenza informativa sempre rivendicata IWBank torna a portar avanti la nuova fase di crescita. Nel 2019 saranno quattro i cardini principali intorno ai quali ruoterà l’attività di sviluppo della banca: la centralità dei 700 promotori, l’architettura aperta del proprio sistema distributivo, la digital transformation e il consolidamento della propria leadership nell’intermediazione del trading online.

Un piano ambizioso

IWBank punta inoltre all’incremento della raccolta netta con l’obiettivo di raggiungere entro fine anno un miliardo di euro, attraverso una crescita del perimetro della consulenza finanziaria sia per linee interne che esterne. La crescita organica attesa dalla rete dei consulenti finanziari e wealth bankers di IWBank sarà spinta da investimenti finalizzati a un costante arricchimento delle singole competenze in ambito normativo, tecnico-finanziario e gestionale, nonché dall’ulteriore evoluzione degli strumenti digitali a disposizione dei professionisti abilitati all’offerta fuori sede: due fronti paralleli sui quali il direttore generale Dario Di Muro ha ribadito l’impegno della banca a dedicare attenzione e risorse crescenti. Al tempo stesso, l’attività di recruiting sarà focalizzata su qualificati professionisti del mondo bancario o professionisti già attivi in altre reti, con l’obiettivo di rafforzare la rete con 100 nuovi ingressi entro la fine del 2019.

Tutti progetti ambiziosi, annunciati a inizio anno, che sembrano incanalarsi sulla buona strada. “Passati questi primi tre mesi, siamo ancora più convinti di raggiungere gli obiettivi, anche grazie al favore dei mercati finanziari”, spiega Dario Di Muro. “Al momento abbiamo già ampliato la nostra squadra con una ventina di nuovi professionisti e abbiamo raggiunto una raccolta netta di circa 200 milioni di euro. Si tratta di una crescita equilibrata su tutto il territorio, anche se al momento registriamo una sproporzione tra la raccolta diretta e quella gestita: è un fatto di sistema, i clienti hanno ancora timore vista la situazione vissuta a novembre e dicembre scorsi. Oggi il nostro compito sta proprio nello spiegare ai clienti che un’eccessiva dose di liquidità non permette di cogliere le opportunità che invece sono presenti sul mercato”.

L'indetikit del consulente finanziario

Personalizzazione, indipendenza, tecnologia, formazione e ascolto sono solo alcuni degli aspetti che tracciano l’identikit del consulente del futuro. “Nell’ultima indagine, che abbiamo portato avanti con l’istituto di ricerca Demia e che ha coinvolto 1.500 investitori italiani, sono emersi tre aspetti fondamentali: i clienti cercano un consulente con requisiti di competenza, trasparenza (nel senso di assenza di conflitti d’interesse), e che stiano al passo coi tempi dal punto di vista tecnologico”, dice il direttore generale di IWBank. “Credo che l’evoluzione della consulenza vada proprio in questa direzione e che queste linee guida andrebbero seguite con molta attenzione da tutti quei professionisti che rappresentano il settore nel futuro”.

Non a caso MiFID II segna un po’ uno spartiacque. “Siamo in un momento di svolta, anche se non c’è ancora un elemento tangibile di cambiamento. Con l’invio dei primi estratti conto ci sarà certamente un’accelerazione di questo processo. Noi siamo pronti e lo faremo a fine giugno. L’applicazione concreta della direttiva obbliga infatti sia a una totale trasparenza in termini di costi e di confrontabilità dell’offerta, sia a una netta riduzione del conflitto di interesse tra consulente e cliente, con un inevitabile incremento della competizione. In questa nuova dimensione IWBank è in prima fila”, afferma con convinzione Di Muro. Un cambiamento che farà certo emergere sia i lati positivi che quelli negativi di ogni offerta in mano all’investitore. “Sta al cliente scegliere e valutare l’offerta delle diverse aziende. Questo, per noi, è un punto a favore: il nostro modello di business è centrato proprio sulla figura di consulenti liberi di operare nell’interesse esclusivo dei loro clienti”, conclude il manager.

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