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Tutti i dettagli dell'outlook CFA


Uno scenario tendenzialmente positivo per il 2020, con delle incertezze per le elezioni negli Stati Uniti e per i rischi, ancora poco quantificabili, del diffondersi del coronavirus. Questo in sintesi l’outlook per i prossimi mesi delineato da Simone Facchinato di Valori AM, Anna Guglielmetti di Credit Suisse AM e Martyn Hole di Capital Group, intervenuti ad una tavola rotonda sui trend macroeconomici e di mercato, organizzata per l’evento annuale di CFA Society Italia. Dopo il benvenuto di Giancarlo Sandrin, presidente di CFA, società presente nel nostro paese da 21 anni, e di Raffaele Jerusalmi, CEO di Borsa Italiana.

2020 nuovamente positivo

Per Simone Facchinato, in linea con il 2019, un’annata soddisfacente per tutte le asset class, il 2020 sarà nuovamente positivo: “le Banche centrali manterranno politiche espansive e l’economia reale dovrebbe essere più dinamica, in particolare nei paesi emergenti”. Altro segnale incoraggiante giunge dalla Germania che appare disposta a discutere di politiche fiscali meno rigide, con benefici per tutta l’Eurozona. Dove si nascondono dunque i rischi? “Le elezioni americane di novembre e l’impatto che il coronavirus potrebbe avere sui consumi in Cina sono fattori a cui prestare attenzione”, afferma Facchinato. 

Anche per Anna Guglielmetti di Credit Suisse AM le Banche centrali continueranno ad essere protagoniste e ad inondare di liquidità il mercato. La Fed non ritoccherà ulteriormente i tassi. In Europa il nuovo governatore Christine Lagarde sembra procedere nel solco di Mario Draghi: tassi bassi e QE, che potrebbe essere esteso alle obbligazioni corporate. “Se l’obiettivo di inflazione verrà fissato sopra il 2%, come fatto trapelare da Francoforte, potremmo assistere ad una politica ancora più espansiva da parte della Banca centrale europea”, aggiunge.

L’azionario non dovrebbe deludere

Ci sono ancora opportunità nell’azionario? La risposta per Martyn Hole, direttore degli investimenti azionari di Capital Group, è affermativa, “in particolare nell’azionario americano, nei settori tecnologico e della salute”, afferma, incoraggiato dal fatto che storicamente anni particolarmente positivi, come quello appena archiviato, tendono ad essere seguiti da anni comunque soddisfacenti. Anche secondo le previsioni di Guglielmetti, l’economia USA gode di buona salute: “la crescita e l’inflazione sono moderate, con i prezzi in aumento per le politiche della Fed. In leggero miglioramento anche il manifatturiero”.

Sul fronte dei beni rifugio, per Facchinato l’oro rimane una buona fonte di diversificazione dei portafogli e potrebbe giovare ulteriormente di una svalutazione del dollaro. Mentre, per quanto riguarda gli investimenti, i tre esperti concordano nell’affermare che i titoli growth faranno meglio dei value anche quest’anno.

E l’Italia? Secondo Anna Guglielmetti rimane interessante per i rendimenti più alti dei BTP rispetto alle obbligazioni degli altri paesi sviluppati: “bastano notizie politiche rassicuranti per far scendere lo spread, che sul medio periodo potrebbe arrivare fino a 120 o addirittura 100bps”, commenta. Per quanto riguarda gli investimenti sostenibili e criteri ESG, infine, secondo Facchinato siamo al cospetto di un trend strutturale, non passeggero. Secondo Martyn Hole molto dipenderà dalle politiche che i governi saranno in grado di mettere in campo per riconvertire interi settori dell’industria tradizionale.

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