Treiber (WisdomTree): i tre nodi europei da non perdere di vista


Un autunno caldo soprattutto in Europa. È questa la view di Lidia Treiber, director della ricerca di WisdomTree, a Milano per incontrare la stampa italiana. Permangono, ovviamente aspetti da monitorare nel panorama internazionale, su tutti lo scontro fra USA e Cina e l’evoluzione della politica monetaria della Federal Reserve, ma è nel Vecchio Continente che sono attesi a stretto giro gli eventi potenzialmente più impattanti per i mercati internazionali.

Treiber parte però nella sua analisi da un fattore di distensione: il cambio al governo in Italia. “Abbiamo recentemente notato un miglioramento del sentiment degli investitori e, attualmente, i titoli di Stato italiani decennali stanno ottenendo un rendimento inferiore all'1%, per la prima volta dall'agosto 2012”, sottolienea. Due sono, secondo la director della ricerca di WisdomTree, i fattori che hanno contribuito al calo dei rendimenti dei titoli di Stato italiani. “Il primo è che il calo dei rendimenti fa parte di un rally obbligazionario globale, trainato dalle aspettative di rallentamento della crescita globale e da un'ulteriore politica accomodante della Banca centrale europea”, sottolinea. “Il secondo driver principale”, completa, “è legato al miglioramento del sentiment degli investitori verso l'Italia, in quanto sembra che la politica italiana sia sia spostata allineandosi maggiormente con l'Europa, elemento positivo per i prossimi negoziati sul bilancio del Paese”.

Le dinamiche di mercato osservate con maggiore attenzione dall’asset manager statunitense riguardano tre fattori fondamentali per il futuro del Vecchio Continente: Brexit, andamento della crescita tedesca e cambio al vertice della BCE. “Nel Regno Unito, sarà fondamentale monitorare il percorso dei negoziati sulla Brexit, alla luce dell'avvicinarsi della scadenza del 31 ottobre, mentre per quanto riguarda la Germania, sull'orlo della recessione, ci aspettiamo di vedere dei segnali che riveleranno se Berlino prenderà parte agli stimoli fiscali per incentivare la sua crescita”, commenta Treiber. “Mario Draghi ha fornito un insieme equilibrato di strumenti di politica monetaria volti a stimolare la crescita e l'inflazione nell'Eurozona, ma quali azioni intraprenderà Christine Lagarde una volta che diventerà presidente della BCE a novembre?”, si chiede inoltre.

Un obbligazionario fonte di interrogativi

Per quanto riguarda la valutazione delle singole asset class, le maggiori incertezze si concentrano sull’obbligazionario, con i mercati che devono ancora metabolizzare le nuove misure accomodanti decise da Federal Reserve e Banca centrale europea nell’ultimo mese. “Con l'aumento della domanda di titoli di Stato dovuta alle crescenti preoccupazioni sul ralletamento della crescita globale”, fa notare la director della ricerca di WisdomTree, “i rendimenti sono stati spinti al ribasso, con molti titoli di Stato europei in territorio negativo”. “Con il continuo calo dei rendimenti obbligazionari, la richiesta di asset class a reddito fisso a più alto rendimento è aumentata, evidenziando una forte domanda di attività di rischio in vista del quarto trimestre del 2019”, conclude. Occhi puntati, dunque, sulle intricate connessioni tra evoluzione della politica monetaria e dinamiche di mecato.

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