Trabattoni (Kairos): “Il tessuto imprenditoriale italiano è pieno di interessanti temi d’investimento”


L’investimento tematico ha un respiro internazionale, ma anche l’Italia può offrire interessanti occasioni. Tuttavia, per le sue dimensioni, il contributo di Piazza Affari è paragonabile a quello di “alcune tessere all’interno di un puzzle globale”, benché non manchino storie di successo. “Stiamo parlando di aziende che incarnano l’eccellenza del Made in Italy, tanto apprezzato nel mondo e che spesso, pur essendo di piccole o medie dimensioni, riescono ad essere competitive a livello internazionale in specifiche nicchie di mercato”, spiega Massimo Trabattoni, head of Italian equity di Kairos.

Un sistema bancocentrico
Un aspetto che accomuna queste realtà a prescindere dal settore in cui operano è la necessità di equity, “ovvero di finanziamenti per poter crescere ulteriormente, fare acquisizioni o fusioni, intraprendere nuove possibili iniziative in business redditizi”, sottolinea l’esperto della società di gestione. Si tratta di un punto cruciale se si tiene conto del fatto che il nostro Paese è stato caratterizzato per molti decenni, prima della grande crisi 2007-2009, da un sistema di finanziamento basato quasi esclusivamente sulle banche.

“Le aziende, soprattutto quelle di dimensioni più piccole, ma non solo, ottenevano principalmente credito tramite affidamenti bancari a breve termine, spesso garantiti da beni reali dell’imprenditore. Un modello di finanziamento che oggi, con mercati globali e banche scottate dalla crisi 2008, non funziona più”, sottolinea Trabattoni. Esistono molte PMI italiane con marchi riconosciuti, interessanti prospettive di crescita, ottimi profili di governance ed elevati standard competitivi anche nei confronti di concorrenti esteri che hanno bisogno di capitali per continuare a crescere e per rafforzarsi ulteriormente.

“Questo è un tema oggetto di un lungo dibattito che ha portato il Governo italiano da un lato alla creazione dei Piani Individuali di Risparmio e dall’altro all’istituzione dei prodotti ELTIF (European Long Term Investments Funds), il cui obiettivo è convogliare appunto i risparmi delle famiglie verso l’economia reale”, aggiunge l’esperto.

Assenza dagli indici principali
Spesso, come sottolinea Trabattoni, i titoli delle PMI italiane non sono inclusi negli indici principali, trascurati dagli investitori e da diversi asset manager anche per la loro scarsa liquidabilità sul mercato per via di scambi limitati. “Ciò può costituire un aspetto critico non trascurabile per i gestori di fondi aperti che sono costretti a fare i conti con i flussi in entrata e in uscita dei sottoscrittori”, aggiunge.

Il tessuto imprenditoriale italiano è florido di interessanti e nuovi temi di investimento che richiedono, per la natura stessa del mercato, “una mano professionale esperta, in grado di poterne pesare opportunamente la presenza in portafoglio, affinché questi titoli possano contribuire alla determinazione delle performance”, conclude.

L’intervista è tratta dalla rubrica ‘Italian Times’, a cura di Massimo Trabattoni, head of Italian Equity, Kairos.

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