Tornare alle origini della diversificazione


“Ci troviamo in uno dei cicli economici e dei mercati finanziari tra i più lunghi della storia e tra i migliori dal punto di vista di performance. È a nostro avviso il momento di essere molto focalizzati sulla parte di gestione di possibili ribassi, un’attività che va fatta in modo disciplinato e per cui occorre avere esperienza di trend di crisi finanziaria”.  La prospettiva di MFS Investment Management che emerge dalle parole di Andrea Baron, managing director della società, non può che essere in linea con la storia dell’asset manager attivo da quasi 100 anni nel settore. Quella cioè di investitori di lungo periodo con una permanenza media delle azioni in portafoglio che si avvicina ai dieci anni. “Siamo abituati ad indagare non solo la qualità di una società”, spiega Baron, “ma integrare all’interno dell’analisi finanziaria le valutazioni di natura più ampia che insorgono con il trascorrere degli anni, tra cui, già da diverso tempo, quella di sostenibilità del business in termini ambientali, sociali e di governance”. “L’acronimo ESG”, aggiunge, “non deve essere riferito, nella nostra visione, necessariamente ad un prodotto ma essere parte della cultura di analisi di una società”.

La sfida futura tra mercato e esigenze del cliente

Un contesto sempre più sfidante, dunque, a cui si aggiungono le crescenti esigenze della clientela in termini di qualità e quantità dell’allocazione. “Dobbiamo riuscire a comunicare agli investitori”, sottolinea il managing director di MFS IM, “che la quota di liquidità sui conti corrente è ancora eccessiva”. “Il mondo diventa sempre più complesso e la diversificazione è sempre più importante, così come crescono le esigenze di welfare primariamente dal lato pensionistico”, specifica. In particolare in Italia, dove, a differenza della realtà anglosassone in cui è possibile rilevare una mentalità più evoluta, risultano ancora scarsi i flussi su strumenti di previdenza complementare e si dimostrano dunque maggiormente necessarie iniziative di educazione finanziaria dedicate ai più giovani, in modo da creare la giusta consapevolezza circa le esigenze che dovranno soddisfare in futuro. “Tenendo inoltre conto”, fa notare Baron, “che le prospettive di crescita economica e di rendimenti finanziari saranno più contenute nei prossimi anni, accedere ad una consulenza evoluta e di qualità sarà sempre più importante”.

Come muoversi in un contesto in evoluzione

“Nell’universo obbligazionario, poiché lo scenario lower for longer è ancora molto forte, il nostro approccio resta prudente. In genere il mercato obbligazionario presenta un proprio squilibrio nel rapporto tra rischio e rendimento, uno squilibro che attualmente è superiore alla media. Per questo motivo riteniamo che gli investitori debbano essere prudenti nel modo in cui impiegano il capitale. Riteniamo che evitare gli strumenti finanziari di società con modelli e profili di margine non sostenibili sarà un fattore determinante nella performance dei portafogli a reddito fisso. Gli investitori potrebbero voler rivedere la propria asset allocation per valutare se ci sono opportunità di migliorare il rapporto rischio/rendimento in funzione dei propri obiettivi.”

“Sulla parte equity”, afferma Baron, “abbiamo ridotto i beta nei nostri portafogli per posizionarci in attesa di mercati più volatili”. Il concetto su cui la casa di gestione insiste ormai da anni nelle strategie di carattere Absolute è, infatti, quello di flessibilità intesa come combinazione di equity, corporate e cash. “Il cash”, spiega il managing director della società, “è una delle pochissime asset class non correlate.” “Per noi”, conclude, “in questo momento allocare cash significa essere investiti ad esempio nel dollaro americano a cui abbiniamo una piccola parte di opzioni put ottenendo un’assicurazione supplementare all’interno del portafoglio per proteggerci al meglio da una possibile discesa repentina dei mercati”.

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