Toby Hudson (Schroders): "La Cina è il primo Paese in cui abbiamo investito nel corso del sell-off"


Alto è l’interesse degli investitori per i mercati asiatici e in particolare per la Cina per la ripresa del dopo-coronavirus. Nonostante le incertezze rimangano elevate e l’economia del Dragone abbia subito un brusco stop per il Covid-19, con il PIL in caduta nel primo trimestre del 6,8%, giungono segnali incoraggianti di recupero. Se l’export e il turismo sul breve termine sembrano essere i settori più penalizzati per le misure di lock down su scala globale, altri comparti sul lungo periodo mostrano potenziali margini di crescita. Sono per lo più legati ai consumi interni e sostenuti dalla crescita delle venite online e, in termini relativi, potrebbero offrire opportunità superiori rispetto ai mercati dei Paesi sviluppati, per i quali al momento vi è ancora poca visibilità sulle conseguenze della crisi. “In Cina, nonostante il rallentamento della crescita economica complessiva negli ultimi anni, vi è stata un’esplosione nello sviluppo delle parti più ‘nuove’ dell’economia”, spiega Toby Hudson, gestore del fondo Schroder ISF Asian Opportunities, prodotto con triplo rating preferito dagli Analisti, Blockbuster e Consistente FundsPeople per il 2020. “Ad esempio, l’e-commerce continua a crescere a un ritmo notevolmente superiore rispetto alle relative vendite retail. Settori come sanità e istruzione ora attirano una percentuale maggiore della spesa e prosegue anche il trend dell’‘upgrading’, con i consumatori che spendono di più su prodotti di fascia più elevata”, illustra il gestore.

Attenzione alle ‘trappole di valore’ sui mercati asiatici

All’interno dell’universo variegato del mercato asiatico Toby Hudson si focalizza su società in grado di crescere grazie ad un vantaggio competitivo o alla capacità di incrementare la quota di mercato. Non tutti i titoli hanno però hanno pari potenzialità, in un contesto in forte rinnovamento come quello asiatico. “Lo sviluppo tecnologico, il cambiamento dei modelli di business, le pressioni ambientali e l’evoluzione nei gusti dei consumatori stanno alimentando una forte disruption. Se da una parte questi trend hanno favorito la nascita di business innovativi, dall’altra hanno colpito duramente molte delle società più tradizionali. Molti dei segmenti sfavoriti a nostro avviso rappresentano vere e proprie ‘trappole di valore’. Ad esempio, guardiamo con molta cautela a banche, automotive, industria pesante, commodity e società cicliche”, spiega il gestore. Un settore da monitorare è, invece, il tech. Sebbene molti titoli in quest’area sono stati danneggiati negli ultimi anni per via dell’appiattimento delle vendite degli smartphone, le società tecnologiche asiatiche potrebbero beneficiare dall’accelerazione della digitalizzazione dell’economia globale: “il lancio imminente delle reti 5G in molti mercati dell’Asia nei prossimi due anni dovrebbe supportare la domanda e vediamo quindi opportunità attraenti in una selezione di titoli nel settore IT, afferma l’esperto di Schroders.

La Cina è la più attraente tra i mercati asiatici 

Sul breve periodo la volatilità sui mercati sembra destinata a restare elevata per via dei timori legati al Covid-19, con gli utili di molti settori previsti in perdita. In questo scenario, il focus del gestore è sulle valutazioni di medio e lungo termine delle aziende su cui investire, che per gli azionari asiatici “sembrano attraenti specialmente se si considerano i livelli bassi dei rendimenti dei bond sovrani”, afferma. “In particolare la Cina possiede un mercato domestico estremamente ampio e diversificato, che sotto certi aspetti è relativamente isolato dai problemi nel resto del mondo, questo Paese è il primo in cui abbiamo investito nel corso del sell-off”, evidenzia.

Diversa è la view per il Sud-est asiatico, area in cui le valutazioni sono state colpite duramente nella crisi: “Siamo riluttanti a sovrappesare quest’area, data la forte esposizione dei mercati azionari a titoli bancari ed energetici. Con il taglio dei tassi di interesse e il rischio di credito in aumento, gli utili e il ROE delle banche finiranno probabilmente sotto pressione per ragioni sia strutturali che cicliche. Allo stesso tempo, l’outlook dei prezzi del petrolio resta intrinsecamente imprevedibile alla luce delle dinamiche geopolitiche che stanno condizionando il lato dell’offerta. I prezzi delle azioni delle società orientate al consumo domestico di qualità più elevata stanno a loro volta iniziando a subire una correzione, ma le valutazioni non sono ancora abbastanza attraenti”, illustra.

A fronte di questo scenario, le attività sul portafoglio del fondo Schroder ISF Asian Opportunities sono all’insegna della cautela: “Stiamo considerando di incrementare una selezione di posizioni in modo graduale nel tempo, piuttosto che aumentare significativamente il beta in attesa di un recupero improvviso”, afferma. “Ci concentriamo sui titoli con le prospettive di crescita secolare più solide, invece che cercare di cogliere il rimbalzo sulle azioni cicliche eccessivamente vendute”, conclude.

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