Tikehau Income Cross Assets: il primato della selezione orientata al lungo termine


Il fondo con rating Consistente Funds People Tikehau Income Cross Assets ha iniziato il 2020 con un importante risultato in termini di patrimonio. Le masse in gestione hanno superato infatti il miliardo di euro, cifra raggiunta grazie ad una straordinaria raccolta avvenuta nel corso del 2019, anno apertosi con attivi pari a 392 milioni di euro.

“Il fondo”, speiga Vincent Mercadier, gestore del fondo Tikehau Income Cross Assets, “è riuscito a generare rendimenti interessanti, tenuto conto della sua resilienza durante fasi di calo dei mercati, come quelle a cui abbiamo assistito ad inizio 2016 o a fine 2018. Questo può spiegare in parte la crescita degli attivi, con sottoscrizioni che provengono da una vasta gamma di investitori, in particolare compagnie assicurative, banche e gestori patrimoniali”.

I pilastri della filosofia di gestione

Il modus operandi del fondo poggia su tre pilastri. “Investiamo in un portafoglio di società  che consideriamo di qualità, gestite da team competenti e che riteniamo siano sottovalutate dal mercato. Il nostro approccio di asset allocation è globale e flessibile, e ci consente di investire in diverse classi di attivi quando riteniamo che queste offrano una remunerazione corretta dei rischi. Infine, ci concentriamo su opportunità a lungo termine invece che sulle oscillazioni a breve termine. Il nostro approccio in termini di selezione di azioni o di obbligazioni assomiglia a quello di un gestore di fondi di private equity, in quanto investiamo come se fossimo pronti ad acquistare tutta l’azienda e a rimanervi investiti per dieci anni”, spiega il fund manager.

Data la filosofia di gestione, l’universo investibile risulta composto da circa 200 aziende su cui è svolta un’analisi fondamentale approfondita comprendente settori di operatività ed attività. A questo è associato un lavoro di modellizzazione finanziaria a cui si aggiungono riunioni/teleconferenze con la società, con analisti “sell-side” o esperti settoriali. Qualità del management, sostenibilità e pertinenza del modello economico, la valutazione e il rapporto rischio/rendimento di una società sono i fattori determinanti per arrivare alla costituzione di un portafoglio concentrato che conta oggi circa 20 posizioni. “Aggiungerei inoltre che quando non troviamo titoli interessanti da acquistare preferiamo non investire. Di conseguenza, a volte può accadere che la componente liquida o quasi liquida del fondo sia elevata, anche oltre il 50%. Il fondo utilizza inoltre strumenti derivati per gestire la sua esposizione a rischi azionari, obbligazionari e valutari. Attualmente utilizziamo i derivati soprattutto per ridurre la nostra esposizione alle azioni e al dollaro USA”, rivela Mercadier.

Opportunità in una fase di fine ciclo

Il posizionamento attuale del fondo è definito da Mercadier difensivo, principalmente a causa dello stato avanzato del ciclo economico. Fattore che determina la necessità di approcciarsi con prudenza ad un mercato azionario caro rispetto alle medie storiche. “Continuano ad essere presenti alcuni fattori strutturalmente positivi per i mercati”, sottolinea l’esperto, citando tra questi le banche centrali e la loro apertura nei confronti di eventuali nuove misure di allentamento monetario. Condizioni macroeconomiche favorevoli, con inflazione e crescita stabili che contibuiscono alla generazione di opportunità di investimento, seppur selezionate. “Investiamo con forte convinzione in alcune imprese tecnologiche statunitensi (come Facebook che rappresenta il 4,7% del portafoglio, Google, 4,2% o Microsoft, 3,3%) che vantano quote di mercato importanti, elevate barriere all’entrata, una cultura dell’innovazione sostenibile e solide fonti di crescita. Queste imprese di ottima qualità erano disponibili a valutazioni, secondo noi, interessanti nel momento in cui abbiamo costituito le nostre posizioni. Anche se ora sono più costose, crediamo che continuino a presentare valutazioni ragionevoli, alla luce della loro qualità e delle prospettive di crescita.  Lo stesso vale per alcune imprese del settore dei beni di consumo di base che evidenziano a nostro avviso buone prospettive di crescita a lungo termine grazie all’esposizione ai paesi emergenti e alla tendenza alla “premiumization” nei paesi sviluppati. Deteniamo attualmente investimenti in Unilever, Colgate e Reckitt Benckiser”, entra nel dettaglio Mercadier.

Il fondo implementa infine un approccio proprietario alla sostenibilità che applica sia criteri di esclusione che di analisi dei criteri per valutare le aziende in ottica di inserimento all’interno del portafoglio. “Abbiamo pienamente integrato da tempo nel nostro processo di investimento i criteri ESG, che fanno ormai parte del nostro DNA. Abbiamo così ottenuto a giugno 2019 la certificazione LuxFLAG ESG”, conclude il gestore del Tikehau Income Cross Assets.

Professionisti
Società

Notizie correlate

Tikehau IM, perché sull’ESG non servono etichette

Il tema degli investimenti responsabili ha scatenato una corsa alle certificazioni in ottica, spesso, commerciale. Thomas Friedberger, CEO and Co-CIO della società, spiega perché un approccio veramente sostenibile non può fermarsi al soddisfacimento di criteri stabiliti da entità esterne alle case di gestione.