Thuin (Tikehau Capital): "In futuro la name selection potrebbe essere un fattore fondamentale"


A maggio 2020 Raphaël Thuin è stato nominato responsabile delle strategie di Tikehau Capital, a capo dei fondi fixed income, azionari e bilanciati della casa di gestione. Un passaggio che è avvenuto in un momento di grande incertezza, caratterizzato dal forte nervosismo sui mercati a seguito della crisi del COVID-19. “La reattività e la prontezza dell’azienda mi hanno colpito fin da subito, Tikehau è stata abile nel comprendere immediatamente che la volatilità rappresentasse anche un’opportunità, dal momento che nostre competenze ci hanno permesso di individuare ottime opportunità di investimento”, afferma l’esperto.

L’approccio ai mercati di Tikehau Capital si contraddistingue per la qualità e l’ampiezza dell’analisi fondamentale, che può contare sull’apporto di 30 professionisti del settore degli investimenti con sede a Parigi, Londra, Singapore e New York. “Ci focalizziamo sul business di ciascuna azienda, la strategia del management e le prospettive di un dato settore. Di conseguenza, le decisioni di investimento vengono sempre prese con la massima sicurezza possibile: per dirla in una sola parola, con conviction”, evidenzia Thuin. Inoltre una peculiarità della casa di gestione è il forte allineamento degli interessi dell’azienda e quelli degli investitori. “Promuoviamo un modo di pensare originale. Tikehau Capital investe in tutte le strategie a fianco dei suoi clienti, i dipendenti stessi hanno investito nell’azienda, creando così un contesto in cui tutti danno il massimo per proteggere gli investimenti. Questa vicinanza al cliente, unita al nostro DNA imprenditoriale, fa di Tikehau Capital uno straordinario player di settore”, dichiara. Infine l’approccio a 360 gradi agli investimenti permette alla società di essere presente sia sui mercati quotati che sui private markets, “con un forte vantaggio competitivo nel fare relative value tra quotato e non quotato”, spiega Thuin.

L’importanza della name selection

Dall’inizio della pandemia i mercati sono stati molto volatili e imprevedibili, con una visibilità molto limitata su cosa accadrà in futuro. In questo scenario di elevata incertezza secondo l’esperto un fenomeno che è destinato a durare è il ritorno della dispersion, con un incremento del divario outperformer e underperformer, tra chi vince e chi perde. “In questo contesto, la name selection basata su un’approfondita ricerca fondamentale sarà la chiave per ottenere rendimenti più elevati. Quando gli investitori decidono di investire il proprio denaro, saranno chiamati a individuare le aziende che riusciranno a sopravvivere in questo nuovo mondo fatto di volatilità, dispersion, cambiamenti radicali e incertezze. In altre parole, è possibile che l’era in cui era sufficiente investire passivamente nel beta di un’asset class per ottenere il premio di rischio sia giunta al termine. In futuro, la name selection potrebbe essere un fattore fondamentale”, insiste.

Il Tikehau Income Cross Assets

Tra le soluzioni offerte vi è il Tikehau Income Cross Assets, un fondo bilanciato che ha ottenuto per il 2020 il rating 'C', consistente di FundsPeople. La filosofia del fondo è quella di sfruttare le opportunità di investimento gestendo la propria esposizione globale in modo dinamico. “Nell’attuale contesto di elevata incertezza e volatilità duratura, riteniamo che un approccio così flessibile sia essenziale”, sottolinea Thuin. Da inizio anno la composizione del portafoglio è variata molto, riflettendo il cambiamento di dinamica, valutazione e relativa attrattività di mercato. “Al principio del 2020, il fondo ha adottato un approccio molto difensivo, con un’esposizione lunga beta-adjusted al netto delle coperture di circa il 20%. Ci sembrava che allora il mercato fosse caro, con opportunità limitate nel nostro universo di aziende best-in-class. Quando la crisi di Covid è scoppiata, questo posizionamento difensivo ha mitigato il drawdown e ci ha permesso di reinvestire velocemente nelle aree che presentavano un ribasso. La composizione del portafoglio è variata anche in termini di esposizione settoriale. Con lo sviluppo della dispersion post-Covid, in linea generale i settori growth hanno sovraperformato e i loro multipli si sono gonfiati. Mantenendo la nostra disciplina di pricing, abbiamo ridotto la nostra esposizione a questi nomi, anche nel settore tecnologico, incrementando al contempo la nostra esposizione in alcune aziende di alta qualità in settori ciclici più colpiti dalla crisi, come quello alberghiero o dei viaggi, in quando queste presentano un rapporto rischio-rendimento molto interessante. Di conseguenza, il portafoglio è passato dall’essere investito principalmente in settori growth ad assumere un profilo più equilibrato tra titoli growth e ciclici. Per riassumere, abbiamo mantenuto la nostra disciplina d’investimento: identificare valore nella qualità e qualità nel valore”, conclude l’esperto.

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