Tematici, come estrarre valore dai vincitori di domani


“La prima cosa da verificare è il carattere strutturale del cambiamento. Se, infatti, vogliamo abbracciare un’impostazione di lungo o lunghissimo termine dobbiamo verificare che il tema non sia stagionale o legato a fattori ciclici come materie prime, tassi o inflazione. In secondo luogo il cambiamento deve essere significativo, ovvero deve portare ad una profonda ristrutturazione delle strategie e dei modelli di business. La transizione all’interno delle aziende inoltre deve essere guidata dagli investimenti di capitale e deve essere sostenibile sia sotto il profilo finanziario sia sotto quello operativo: in questo momento sono visibili molti trend, alcuni favoriti anche da fattori regolamentari, ma a nostro avviso non tutti sono investibili. Per ciascun tema cerchiamo di valutare il potenziale di crescita, la profittabilità delle società più esposte ad esso e la presenza di vantaggi competitivi difendibili nel tempo. Posizionamento di mercato e consensus generale sono ulteriori fattori da tenere in considerazione per evitare il rischio di innamoramento verso temi con una forte narrazione connaturata. Infine, dopo aver valutato la purezza della strategia tematica prescelta occorre relazionare il tutto con la parte core di portafoglio in modo che l’alpha generato dal tema sia distintivo”. La profonda analisi a cura di Andrea Daffara, fund selector di Sella SGR, ha il merito di sintetizzare i punti salienti dell’approccio agli investimenti tematici, ambito che è sì complesso da affrontare ma che è considerato in modo unanime il migliore bacino per la ricerca di valore nel panorama attuale.

Cambia l’offerta

“Si è passati da un modello caratterizzato da ampia diversificazione”, afferma Luca Vaiani, head of Investment Strategy and senior portfolio manager di Fideuram Investimenti SGR, sul punto, “ad uno che associa all’ampia diversificazione elementi più satellite che consentono di completare il portafoglio con comparti deputati alla ricerca di rendimento, concentrati su strumenti che offrono esposizione ai settori economici o temi a più alto grado di innovazione e quindi di crescita”. Due sono a questo punto le domande fondamentali: quali sono questi temi e come ottenere esposizione nel modo più profittevole possibile, controllando contemporaneamente la volatilità complessiva di portafoglio.

I vincitori di domani

“Il comune elemento dei temi in focus per Legal&General Investment Management è il cambiamento della società, i cui driver principali sono tecnologia, energia e demografia”, dichiara Giancarlo Sandrin, country head per l’Italia dell’asset manager. Robotica, cybersecurity, ecommerce, batterie e in generale accumulo di energia sono i temi investibili circoscritti dalla casa di gestione. “Tra gli ultimi nati”, prosegue Sandrin, “l’ETF su intelligenza artificiale, tema molto ampio che include ad esempio la tecnologia cloud”. “Da citare, inoltre, il settore healthcare, con la robotica legata al tema della salute, e il tema dell’acqua, anche in questo caso da considerare in senso ampio, includendo depurazione e efficientamento della distribuzione”, aggiunge.

Come esporsi

“Oltre ai temi legati alla tecnologia e alla demografia, siamo molto interessati al tema della scarsità di risorse, declinato nei suoi aspetti più legati ai fattori ambientali e in generale ai criteri ESG”, rivela Daniel Squindo, portfolio manager di BCC Risparmio&Previdenza, completando la discussione sull’individuazione dei temi di investimento. “Per quanto riguarda la parte tematica”, aggiunge, “la nostra scelta è quella di andare a selezionare direttamente i trend a cui esporsi senza delegare al gestore”. Diversa la soluzione scelta da Sella SGR che, rivela Daffara, fa uso anche di fondi multi-tematici con libertà del portfolio manager di modulare l’esposizione ai diversi trend.

“Abbiamo un’offerta di fondi tematici che utilizza in modo continuo ETF”, segnala sul punto Luca Vaiani per quanto riguarda Fideuram Investimenti SGR, introducendo, inoltre, uno dei maggiori punti interrogativi condivisi dai fund selector intervenuti: quello relativo alla rappresentatività degli indici. “L’ETF”, fa notare l’ head of Investment Strategy and senior portfolio manager di Fideuram Investimenti SGR, “ è uno strumento che per sua natura fornisce ampia diversificazione”. “Questo”, conclude, “nell’ambito tematico può trasformarsi in un aspetto di criticità, poiché può portare ad una esposizione diversa rispetto a quella del tema puro”. Alessandro Marchi, fund analyst di Euromobiliare SIM, sottolinea invece come il comparto sia ancora in osservazione da parte del team di fund selection della società del Gruppo CREDEM. “L’approccio agli ETF tematici”, spiega, “impone per noi un cambio di prospettiva, poiché l’esposizione a trend di lungo periodo è più coerente con un inserimento nella parte core di portafoglio”. “Il comparto è ancora relativamente giovane e stiamo esplorando la possibilità di inserimento di questo tipo di soluzioni in un’ottica buy and hold”, conclude.

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