Sycomore AM lancia una strategia sul Tech in chiave responsabile


Investire nel Tech ma in chiave responsabile. Si espande l’offerta di fondi SRI di Sycomore AM con il lancio di Sycomore Sustainable Tech, soluzione di investimento sull’azionario globale che selezionerà le aziende più virtuose del settore della tecnologia. Attraverso il nuovo prodotto la casa di gestione, parte della piattaforma multi-boutique di Generali Investments, si pone l’obiettivo di misurare l’impatto sull'ambiente e sulla società delle aziende impegnate nel campo dell’innovazione, che viene valutata in relazione a suoi effetti positivi per il pianeta e delle persone.

"È importante sensibilizzare le aziende più affermate sui potenziali impatti negativi della tecnologia per tutti i loro stakeholder", afferma Johan Söderström, co-manager del fondo Sycomore Sustainable Tech. "Per cambiare tale scenario sarà inoltre necessario sostenere le aziende che saranno i leader del futuro, sin dalla fase ancora precedente del loro sviluppo, e incoraggiarli ad adottare standard di responsabilità. Ciò consentirà loro di prevenire una serie di rischi e sviluppare un modello di business più virtuoso, volto a preservare la nostra società e l'ambiente", aggiunge.

Una Carta degli investimenti a tre dimensioni

In quest’ottica Sycomore AM, insieme al partner Gaia Capital Partners, ha deciso di sviluppare una Carta condivisa per supportare l’emergere di un’industria tecnologica sostenibile. La finalità della Carta è definire un quadro per la selezione delle società più meritevoli del settore, contribuendo a far emergere le migliori e incoraggiando gli investimenti in aziende che hanno scelto di agire in modo responsabile nell’offerta e nell’utilizzo della tecnologia.

Per identificare le società tecnologiche più responsabili e sostenibili, il team di investimento guarda a tre dimensioni: "Tech for Good", "Good in Tech" e "Improvement Enablers", che forniscono una valutazione trasparente ed esaustiva degli impatti e degli effetti esterni positivi e negativi.

“La dimensione Tech for Good si concentra sugli impatti ambientali e sociali dei prodotti e dei servizi offerti da un'azienda. Questi impatti sono effettivamente positivi e lo sono sin dalla progettazione? La dimensione Good in Tech si riferisce alle prassi responsabili dell'azienda, per esempio se la tecnologia utilizzata aiuta a ridurre eventuali esternalità negative per gli individui e l'ambiente. La dimensione Improvement Enablers guarda specificamente alle aziende che mostrano una chiara intenzionalità e offrono una reale capacità di guidare il miglioramento in termini di Tech for Good e Good in Tech",  conclude Johan Söderström. 

Professionisti
Società

Notizie correlate

I più letti