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Strategie Smart Beta: una breve analisi


Analisi a cura di Nicola Manfredelli, specialista ETF di Cordusio SIM. Tratto dalla rivista numero 28 Funds People - sezione ETF.

Dall’analisi di Lyxor sui flussi europei degli ETF relativa al mese di febbraio, emerge che la raccolta netta di nuovi capitali nel mercato degli ETF europei ha registrato un’accelerazione, raggiungendo quota 13,7 miliardi di euro. È stato un mese favorevole per tutte le categorie (azioni, reddito fisso, materie prime e smart beta), per la prima volta dallo scorso febbraio. L’azionario ha attirato la maggior parte degli afflussi e gli ETF sul reddito fisso hanno continuato a godere di afflussi consistenti. I flussi verso le strategie smart beta hanno subito un rallentamento, rimanendo comunque positivi (+462 milioni di euro).

Le strategie smart beta, a differenza di quelle tradizionali che pesano i titoli in base alla capitalizzazione di mercato, si basano sull’esposizione a fattori che descrivono meglio il rischio e il rendimento di un titolo, con l’obiettivo di ottenere un miglioramento del rendimento o una riduzione del rischio. Tali strategie costituiscono un’innovazione e un’evoluzione nel panorama degli strumenti passivi: se da un lato, infatti, il mondo della gestione attiva si sta evolvendo verso soluzioni molto attive, dall’altro quello della gestione passiva sta andando verso soluzioni smart beta tramite un miglioramento qualitativo dei prodotti e una riduzione dei costi.

Negli ultimi anni l’approccio ‘beta intelligente’ ha trasformato e influenzato l’universo degli investimenti finanziari. La maggiore disponibilità di indici non ponderati in base alla capitalizzazione porta ad allocazioni più efficienti; su tali indici vengono replicati ETF - appunto gli ETF smart beta - che danno la possibilità agli investitori di creare il proprio portafoglio sulla base di una visione più attiva. Tutto ciò richiede maggiore cultura finanziaria, comprensione di quali sono gli obiettivi di investimento, del rendimento e del rischio delle strategie che vengono adottate.

Strategia ibrida

L’investitore che prende in considerazione l’investimento in ETF smart beta deve tener conto che questa tipologia di prodotti ha un costo maggiore degli ETF tradizionali anche se inferiore a strumenti puramente attivi. L’utilizzo degli ETF smart beta permette all’investitore di indirizzare il suo investimento su diversi aspetti del mercato con la possibilità di beneficiare di extra-rendimenti a costi più bassi rispetto alla gestione attiva. Questo tipo di strategia si colloca a metà strada tra quelle passive e quelle attive, consentendo all’investitore di beneficiare dei vantaggi che entrambi i prodotti offrono.

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Nell’ambito dell’attività di Cordusio SIM, le strategie smart beta vengono utilizzate sia nella componente tattica che strategica dei portafogli. Inoltre, gli ETF smart beta sono inseriti in apposite liste di strumenti selezionati e messi a disposizione della nostra clientela sempre più esigente e attenta all’evoluzione del mercato.

Possiamo classificare le strategie smart beta in due grandi gruppi: quelle che mirano ad aumentare il rendimento del portafoglio e quelle che puntano alla riduzione del rischio.

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Altro aspetto da considerare è quello della selezione di questi strumenti e del loro timing di utilizzo che dev’essere adeguato al ciclo economico in essere per non incorrere in perdite. Esistono strategie multifattoriali che utilizzano più fattori al loro interno e strategie ‘single factor’ che si focalizzano, invece, su un solo fattore. Adottare strategie ‘single factor’ se da un lato può portare a un miglioramento della performance, dall’altro implica un aumento della rischiosità in quanto si tratta di strategie meno diversificate. Le strategie multifattoriali, invece, che considerano un mix di fattori di indicizzazione, possono risentire in termini di performance essendo sono molto più diversificate, ma beneficiano di un miglior controllo in termini di rischiosità. A livello di asset allocation strategica e tattica, un’indicazione può essere quella di utilizzare strategie multifattoriali sull’allocazione strategica e lasciare le strategie ‘single factor’ per le allocazioni tattiche a più breve termine.

Essendo strumenti come si è detto a metà strada tra prodotti passivi e attivi, le logiche della selezione degli ETF smart beta devono tener conto di elementi che toccano entrambi questi aspetti. Per una buona selezione occorre individuare prima di tutto l’universo investibile di tali tipologie di ETF, categorizzare gli stessi per le differenti aree geografiche, ‘clusterizzare’ per tipologia di fattore e poi applicare metodi di selezione sia attiva che passiva, in modo da estrapolare il miglior prodotto da inserire nella componente tattica o strategica del portafoglio, a seconda di quale sia l’obiettivo e l’orizzonte dell’investimento.

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