Strategie income a prova di contagio


Contributo a cura di Richard Dunbar, head of Multi-Asset Research, Aberdeen Standard Investments. Contenuto sponsorizzato.

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Spesso si fa riferimento agli investitori come se si trattasse di una categoria omogenea, quando in realtà esistono diverse tipologie di approccio al rischio, di orizzonte temporale o finalità per i risparmi di ciascuno. Benché siano tempi complicati per tutti, alcune categorie sono messe sotto maggiore pressione, come per esempio gli investitori income, ovvero coloro che hanno bisogno di trarre un reddito regolare dai propri investimenti. Fra questi vi possono essere pensionati, amministratori fiduciari di un ente di beneficenza o di un piano pensionistico, o ancora investitori che devono ottemperare a pagamenti prestabiliti come le rette di una casa di cura.

Gli effetti del coronavirus stanno provocando danni considerevoli alle attività d’impresa. Per cercare di rimanere a galla, le società stanno tagliando le spese e, in molti casi, i dividendi e i riacquisti azionari. Le notizie cambiano di giorno in giorno ma, in media, circa un terzo di tutti i dividendi distribuiti nel Regno Unito e nel resto d’Europa è stato ridotto o sospeso. Si stima che il rendimento totale da dividendi sia tra il 30% e il 50% inferiore rispetto a un anno fa.

Anche i tagli dei tassi non aiutano. I rapidi interventi delle banche centrali hanno spinto i tassi d’interesse ufficiali quanto più possibile vicini allo zero e, di conseguenza, il rendimento sui titoli di Stato e persino su svariate obbligazioni investment grade supera raramente lo 0,5%, arrivando al massimo al 2% per gli emittenti blue chip.

Strategie possibili

Ci sono, tuttavia, alcune strategie che si possono mettere in atto. È vero che molti settori sono sottoposti a significative pressioni, come banche, società energetiche, turismo e retail, ma esistono anche diverse società che operano in comparti in cui l’attività di trading è stata sufficientemente robusta da permettere loro di distribuire dividendi. In effetti, alcune aziende stanno espandendo i loro dividendi e offrono distribuzioni di dividendi speciali grazie a negoziazioni eccezionali.

Puntare sull’affidabilità

Per gli investitori income è fondamentale individuare erogatori di dividendi solidi. Settori come assicurazioni, sanità, servizi di pubblica utilità, food&beverage, prodotti farmaceutici e telecomunicazioni vantano società che hanno un track record di dividendi interessanti e affidabili. In seguito ai tagli dei tassi, questi titoli appaiono ancor più allettanti dal punto di vista del rendimento relativo, ossia considerando il divario tra il loro dividend yield (seppur leggermente ridotto) e il bassissimo rendimento delle obbligazioni a reddito fisso.

Cercare altrove

Un secondo tema è quello di cercare pagatori di dividendi globali. Una conseguenza della pandemia è che interessa diverse economie in modi diversi e con tempistiche diverse. In attesa che le società UK ed europee si riprendano dall’impatto della pandemia, esistono numerose opportunità in Giappone e tra i mercati emergenti asiatici che vale la pena esplorare.

Considerare le alternative

Una terza area da esplorare è quella dei titoli immobiliari e alternativi. Ampie fette del comparto immobiliare stanno risentendo degli effetti del lockdown, ma vi sono segmenti come la logistica e le infrastrutture che sono rimaste immuni alla crisi o, addirittura, stanno prosperando. Meritano attenzione anche gli investimenti alternativi, come il private equity, il credito privato e le infrastrutture, caratterizzati da un flusso di reddito a lungo termine. Nonostante queste aree risentano di una riduzione dei livelli di liquidità, la contropartita è rappresentata da rendimenti più elevati.

Rimanere attivi

Infine, per approcciare queste strategie è essenziale uno stile di gestione attivo. Quando si tratta di aree così specialistiche è fondamentale una selezione dei titoli rigorosa e competente. La cruda realtà è che una crisi di questa portata sortirà effetti importanti sull’attività economica e la ricchezza finanziaria, traducendosi in alcuni anni di rendimenti più bassi. Ciò nonostante, gli investitori orientati al reddito avranno ugualmente un universo di titoli, fondi comuni di investimento e obbligazioni

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