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Stefano Caleffi: Gli ETF spuntano sul mercato europeo posizioni consolidate e miglior conoscenza del prodotto


Lo scorso anno il mercato europeo degli ETF ha raggiunto la maturità, con un’offerta di prodotti che comprende l’intera gamma del risparmio gestito. Il trend attuale di crescita del patrimonio investito nel settore è alimentato dagli ETF obbligazionari, dagli ETF gestiti attivamente e “beta plus” che sono ormai accettati e utilizzati tanto quanto i prodotti azionari passivi. 

La crescita dell’industria nel 2013 è stata notevole: secondo i dati Deutsche Bank Markets Research, gli asset degli ETP europei sono aumentati del 19% arrivando a 397 miliardi di dollari mentre l’industria statunitense è cresciuta del 28% fino a 2.250 miliardi di dollari.

All’inizio del 2013 gli investitori sono tornati ad investire sui mercati azionari europei, determinando flussi significativi nei prodotti “beta plus” che danno esposizione a strategie azionarie. Questi prodotti, già disponibili da diversi anni, hanno conosciuto uno slancio significativo nel corso dell’ultimo anno. Gli investitori stanno ora cercando lo stesso tipo di esposizione  in altre regioni. 

Anche l’interesse per gli ETF obbligazionari “intelligenti” sembra destinata a continuare. Lo scorso anno, quasi 8 miliardi di dollari sono affluiti in questi prodotti, suggerendo agli emittenti di ETF che la direzione presa per l’ulteriore sviluppo di questa tipologia di strumenti era corretta. Tuttavia, non tutti i segmenti del mercato hanno  beneficiato di flussi positivi. In particolare, gli ETF del mercato monetario passivo hanno subito deflussi sostanziali.

Crediamo inoltre che  la recente debolezza del settore delle commodity rappresenti oggi un punto di ingresso interessante. Molti investitori hanno allocato i propri investimenti strategici nei metalli preziosi e nel 2014 questo trend  potrebbe determinare  un incremento dei flussi negli ETF con esposizione alle materie prime. 

Per gli emittenti ETF, l’innovazione è l’unico modo per fornire opzioni interessanti  agli investitori e pertanto crediamo ci sarà un interesse sempre maggiore per i prodotti “beta plus”, per gli investimenti meno convenzionali  e  per un’esposizione più efficiente verso mercati come la Cina.