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Stefanini (Eurizon): “La liquidabilità di portafoglio è fondamentale nell’attuale fase del ciclo economico”


Nell’attuale fase del ciclo economico, l’investitore dovrebbe valutare con attenzione il profilo di liquidabilità del suo portafoglio. 

“La liquidabilità di portafoglio è fondamentale; non solo in questo momento di maturità del ciclo economico, ma sempre. La liquidità è un asset class il cui prezzo varia nel tempo”, spiega Filippo Stefanini, responsabile multimanager investments & unit linked di Eurizon Capital. “Ciò che è liquido può diventare illiquido sulla base di eventi che accadono”. Degli esempi possono essere la chiusura della Borsa greca o l’impatto delle sanzioni imposte dall’amministrazione US sul Venezuela o su alcune società russe.

“Noi di Eurizon per valutare la liquidità facciamo un’accurata analisi dei singoli titoli presenti nei fondi che abbiamo selezionato o su cui stiamo facendo la due diligence”, spiega Stefanini. “Per quanto riguarda la parte equity, l’analisi risulta più semplice perché è sufficiente fare uno screening delle singole holding in portafoglio”. Utilizzando i volumi giornalieri scambiati sui mercati negli ultimi mesi, si può costruire una tabella di liquidabilità, con la percentuale di portafoglio che si può liquidare entro un determinato periodo di tempo pesando una certa percentuale dei volumi scambiati.

“Per quanto riguarda i bond il lavoro è più difficile. Memori di quanto abbiamo visto succedere sul mercato con crisi di Lehman Brothers del 2008, l’analisi deve essere fatta minuziosamente sul singolo emittente”. Inoltre, l’evoluzione della regolamentazione sui mercati seguita dopo la Great Financial Crisis, ha favorito un maggiore contenimento dei rischi d’insolvenza ma attraverso la Volcker Rule ha determinato una potenziale minor liquidità su alcuni segmenti dei mercati finanziari. “Resta di fatto che nella fase attuale, in cui le banche centrali stanno drenando liquidità, bisogna riconoscere e valutare il rischio liquidità”.

Noi di Eurizon, piuttosto che rinunciare alla liquidabilità del portafoglio, rinunciamo a delle opportunità d’investimento, per mantenere il livello di 'sicurezza' il più alto possibile. Inoltre bisogna fare attenzione perché l’enorme generosità delle banche centrali in questi dieci anni ha spinto gli investitori verso la ricerca di yield nelle parti meno liquide del mercato del credito.  

MiFID II, gli impatti

“Il nostro team d’investimento era già preparato da tempo all’introduzione della normativa, quindi il suo avvento non ha portato una variazione nel modo di lavorare”, spiega Stefanini. “E’ molto probabile che MiFID II porti a una riduzione delle controparti con cui i fund user lavorano e a una concentrazione nel numero di fondi utilizzati. Contemporaneamente stanno aumentando le pressioni  del mercato per una riduzione dei costi dei prodotti”, conclude Stefanini.

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