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State Street lancia un ETF con criteri ESG che replica lo STOXX Europe 600


State Street Global Advisors ha lanciato su Borsa Italiana lo SPDR STOXX Europe 600 ESG Screened UCITS ETF. Si tratta del primo ETF ESG che replica l’indice STOXX Europe 600 applicando criteri di esclusione trasparenti con l’obiettivo di eliminare l’esposizione alle armi controverse, al tabacco e al carbone termico, nonché alle società che non rispettano i principi del Patto Mondiale delle Nazioni Unite (Global Compact). 

L'indice STOXX Europe 600 è uno dei benchmark principali del mercato paneuropeo e include le principali società ad elevata, media e bassa capitalizzazione appartenenti a 17 Paesi europei1.  L'indice STOXX 600 ESG-X (lanciato nel 2018) adotta criteri di esclusione basati sui dati di Sustainalytics, un fornitore leader di rating ESG che svolge un’attività di screening sui titoli basata sulle politiche responsabili più comunemente adottate dai principali investitori istituzionali e mira a ridurre i rischi reputazionali e idiosincratici.

L’ETF, che ha un TER dello 0,12%, è inoltre caratterizzato dal meccanismo di 'Fast Exit' che consente di reagire rapidamente a controversie improvvise relative ai criteri ESG. Qualora il rating assegnato da Sustainalytics al rischio di controversia di un titolo raggiunga il livello 5 (quello più alto), il titolo sarà cancellato dall’indice due giorni dopo l’annuncio del cambiamento di rating.

Il nuovo ETF è caratterizzato da un tracking error basso (0,48% annualizzato negli ultimi cinque anni) e la sua performance non si discosta molto da quella dell’indice STOXX Europe 600. La sovra o sottoesposizione per settore dovuta alle esclusioni è sempre inferiore al 2% (la più elevata è quella del settore sanitario al -1,68%, seguita dai titoli finanziari al +1,32%). I titoli attualmente esclusi in quanto non conformi ai criteri ESG dell’indice sono in totale 19. Le prime 10 società più importanti oggetto di esclusione sono le seguenti:

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1. Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Svezia e Svizzera.

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