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State Street Global Advisors: il ritorno della volatilità cambia le regole sui mercati


Se da un lato la crescita e le aspettitative di inflazione supportano il mercato azionario, dall’altro le politiche monetarie restrittive hanno compresso i credit spread. Tuttavia, il campanello d’allarme è rappresentato dal ritorno della volatilità sui mercati finanziari. A queste condizioni si aggiunge anche un ciclo economico maturo, più o meno a livello mondiale, rendendo dunque necessario un approccio più selettivo e strategie di investimento più difensive.

Rick Lacaille, global chief investment officer di State Street Global Advisors, individua alcuni temi che stanno gettando scompiglio sui mercati. “Nonostante le aspettative di crescita globali siano state riviste al rialzo (3,9% nel 2018), il rischio downside, sopratutto in Europa, è vicino a causa delle tensioni geopolitiche e il rallentamento del ciclo economico”, afferma Lacaille. Inoltre, “può accadere che l’economia mondiale non riesca a sostenere nel lungo termine la crescita delle esportazioni cinesi, non ci sorprende quindi che la questione commerciale abbia raggiunto un punto critico”, aggiunge l’esperto. A questo contesto si unisce anche la politica monetaria restrittiva da parte delle principali Banche centrali (ad eccezione del Giappone).

Dopo un anno di calma piatta, la volatilità è tornata sui mercati e può offrire importanti opportunità di investimento. State Street Global Advisors ritiene che il miglior modo per superare questo periodo di forte volatilità sia quello di selezionare attentamente le attività in portafoglio, con un particolare focus sull'asset allocation attiva e cercando di individuare le opportunità di buy nelle fasi di bear market. Diviene prioritario rivedere i portafogli in maniera più difensiva in termini di hedging, diversificazione e decorrelazione delle asset class.

Sui mercati azionari

“Siamo positivi sul mercato equity statunitense dopo una stagione degli utili starordinaria, a differenza dell’Europa, che invece ha perso il momentum rispetto l’anno scorso”, sottolinea Rick Lacaille. “È imporante tener conto della ‘sector sensitivity’ rispetto all’aumento dei tassi di interesse, cioè la correlazione tra l’incremento dei tassi e il prezzo delle azioni tra i vari settori. In media tale correlazione è negativa, ad eccezione degli energetici e finanziari”, aggiunge l’esperto. “Da febbraio, sia le asset class sia i settori sono diventati più correlati tra loro, pertanto il bilanciamento del portfoglio diventa un'importante sfida da affrontare, dato che la diversificazione è sempre più difficile”, conclude Lacaille.

Sui mercati obbligazionari

Antoine Lesné espone due tipologie di trade distinte per il mercato del fixed income. “La prima si implementa per ridurre la duration del portafoglio e per proteggersi dal rischio tasso nel mercato dei Treasury o investment grade, e si può applicare in diversi modi a seconda della tipologia di portaglio”, spiega Lesné. “La seconda idea di investimento tiene conto della volatilità e delle potenziali performance del mondo obbligazionario, pertanto si basa su ETF global convertible bond, che segnano i cicli economici, ed ETF sui mercati emergenti in local currency, che hanno un rischio di default minore rispetto ai titoli in hard currency. In entrambi i casi si riesce a diversificare il portafoglio bond”, conclude l’esperto.

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