Spingere per un futuro migliore, quello che serve davvero


Contributo a cura di Mark Lewis, global head of Sustainability Research, BNP Paribas AM. Contenuto sponsorizzato. 

Negli ultimi mesi il Covid-19 ha avuto un ruolo di primo piano e ha influenzato le decisioni della maggior parte dei governi e della società, ma oggi persiste un'altra questione probabilmente ancora più importante: il cambiamento climatico. Vi sono soluzioni potenziali sotto forma di energia rinnovabile e, fortunatamente, vi è una crescente consapevolezza della necessità di compiere progressi in questo settore. Tuttavia, anche quando vediamo distese di pannelli solari, dovremmo chiederci: è tutto oro quello che luccica? Mentre il mondo si avvicina a una nuova normalità, consideriamo le motivazioni alla base della transizione energetica e valutiamo la fattibilità del suo successo, sia in termini economici che tecnologici.

Cosa sta davvero guidando la transizione energetica?

La società ha mostrato un crescente impegno sul cambiamento climatico, anche grazie agli ambientalisti quali Greta Thunberg e Extinction Rebellion. Tuttavia, il nostro desiderio è di poter disporre di un sistema energetico più sostenibile che vada ben oltre l'attivismo.

Le evidenze della scienza sono indiscutibili e i rischi si stanno concretizzando più rapidamente del previsto. Nel caso specifico, alla fine del 2017, le temperature medie globali erano circa 1,0° C più calde che nei periodi pre-industriali. Con l'attuale tasso di riscaldamento che si incrementa di circa 0,2° C ogni decennio, potremmo superare i 1,5° C di riscaldamento tra il 2030 e il 2052, con effetti disastrosi sulla società e sulla biodiversità da cui dipendiamo1 .

Inoltre, per decenni, le risorse energetiche mondiali sono state controllate da alcuni Paesi. Tale status quo solleva preoccupazioni, in particolare nell'era della Grande Instabilità, costringendo molti governi a cercare nuove soluzioni energetiche potenzialmente più autonome come l'energia solare o eolica. Il progresso verso le energie rinnovabili è motivato da diverse ragioni, ma non sempre l'ambizione o l'incentivo corrisponde al risultato auspicato.   

La transizione energetica non è così facile

Spingere il settore delle energie rinnovabili, incoraggiare chi le adotta e gli innovatori, penalizzare chi inquina: molti governi stanno mettendo all'ordine del giorno le politiche verdi. D'altro canto, tali azioni colpiscono in modo significativo le economie e le politiche locali, lasciandole in alcuni casi con un conflitto di interesse.

Prendiamo ad esempio gli Stati Uniti. Quest'anno, si prevede che la quota di carbone nella generazione di elettricità negli Stati Uniti sarà inferiore rispetto alle fonti rinnovabili, e scenderà appena al 10% entro il 2052. D'altro canto, gli Stati Uniti sono il più grande produttore mondiale di petrolio e gas naturale, grazie in gran parte all'agenda di “energy dominance” dell'attuale amministrazione (2017)3. I governi e gli individui svolgeranno quindi un ruolo cruciale nella transizione energetica, così come la tecnologia e la scienza. In particolare, la nostra capacità di produrre, trasportare e consumare energia rinnovabile.

Anche il settore stesso dell'energia svolgerà un ruolo cruciale, in quanto fonte sia di emissioni che di soluzioni. Le società energetiche si sono concentrate sulla riduzione della loro impronta carbonio e sull'innovazione nelle energie rinnovabili, e molte offrono interessanti modelli di business. Quanto tempo ci vorrà per questa trasformazione e quanto costerà è qualcosa da considerare quando si guarda al quadro completo.

Rimodulare la produzione energetica

L'energia è letteralmente ovunque, dal sole al vento, ai nostri numerosi oceani. Quindi disponiamo di fonti globali di energia sostenibile, senza stati egemonici o poteri che ne controllino l'accesso e i prezzi. Inoltre, e a differenza del carbone e del petrolio, l'energia rinnovabile non richiede una trasformazione significativa

Ciononostante, è ancora piuttosto costoso fornire capacità di generazione e velocità sufficienti per soddisfare le odierne elevate esigenze energetiche, e sono necessarie nuove infrastrutture. Ad oggi elevati sussidi e i bassi tassi di interesse hanno agevolato investimenti significativi e prestiti facili, aiutando le imprese a investire in ricerca e sviluppo, riducendo i suddetti costi. 

Tuttavia, le politiche monetarie e fiscali sono suscettibili di cambiamenti. Un aumento dei tassi d'interesse o una diminuzione delle sovvenzioni potrebbero ostacolare l'accesso delle imprese energetiche ai prestiti e agli investimenti necessari per rendere la produzione di energia più efficiente dal punto di vista dei costi e, a sua volta, compromettere la crescita delle energie rinnovabili.  

Riorganizzare il trasporto dell'energia

La distribuzione è altrettanto importante e richiede livelli simili, se non maggiori, di innovazione e capitale. L'energia rinnovabile è più difficile da trasportare rispetto ai combustibili fossili, e le reti di gran parte dei Paesi dovrebbero essere aggiornate e collegate a nuovi impianti di produzione, molto probabilmente a costi elevati.

Lo stoccaggio è un altro fattore. Il sole non brilla sempre né il vento soffia di continuo. Mentre l’energia è sempre necessaria. Lo stoccaggio è la soluzione e la nostra capacità di immagazzinare energia rinnovabile sta migliorando, ma al momento rimane costosa. 

La risoluzione di questi problemi richiederà, insieme all'innovazione e alle scoperte scientifiche, investimenti significativi. I governi offriranno probabilmente qualche sostegno, ma gli investitori? La tentazione è, ovviamente, quella di concentrarsi su vistosi impianti eolici anziché su progetti meno glamour come il trasporto e lo stoccaggio.

Riorganizzare il consumo energetico

Oltre alla produzione e al trasporto di energia, è importante anche riflettere sul consumo.

In media, un’automobile elettrica costa ancora più di una diesel o a benzina. Un confronto più omogeneo sarà possibile solo quando le batterie diventeranno più economiche ed efficienti. Infatti, a parte il loro prezzo, vi sono notevoli dubbi circa il rapporto tra la gamma di automobili elettriche che possono circolare e la possibilità di ricaricarle.

D’altro canto, sempre più città spingono per il trasporto elettrificato, adottando normative più severe e addirittura arrivando a vietare la circolazione delle automobili. Le aziende e i consumatori stanno valutando sempre più i costi e i benefici del cambiamento delle abitudini, abbracciando la digitalizzazione e uno stile di vita a zero emissioni di carbonio. Quanto più il settore progredisce e diventerà competitivo, tanto più rapido e facile sarà ottenere il consenso dell'opinione pubblica.

Il quadro completo

In BNP Paribas AM, esploriamo opportunità di investimento in un mondo più incerto che mai, e, consci delle sfide che ci attendono, consideriamo l'energia rinnovabile, un'opportunità irripetibile per plasmare un futuro migliore e puntare a rendimenti interessanti.

La pandemia di Covid-19 ha anche rinforzato questa visione. Ha dimostrato che, nonostante la globalizzazione e il progresso tecnologico, il mondo è ancora un luogo fragile e soggetto a choc dirompenti. La resilienza deve essere migliorata e gli investimenti sostenibili hanno un ruolo chiave da svolgere in questo contesto.

A tale scopo, tutti i nostri fondi includono considerazioni ambientali, sociali e di governance (ESG). E per coloro che desiderano investire con una prospettiva di sostenibilità ancora più esplicita, offriamo fondi tematici e ad impatto, tra quali uno è specificatamente dedicato alla transizione energetica.

Per maggiori informazioni sulle nostre soluzioni, visitare la pagina "temi di investimento".

 

1 Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) (2018)

2 Institute for Energy Economics and Financial Analysis, 2020

3 US Energy Information Administration, 2019

 

Professionisti
Società

Notizie correlate

Anterior 1 2 Siguiente