Sostenibilità: un nuovo modo di guardare alle performance finanziarie


Negli ultimi anni l’interesse per il tema della sostenibilità applicato agli investimenti è cresciuto in modo esponenziale. Le società di gestione vedono oggi come una necessità la costruzione di specifiche competenze nell’area. Questo cambiamento di prospettiva nasce dalla sempre maggiore consapevolezza che la performance finanziaria è fortemente influenzata dai fattori ambientali, sociali e di governance. “Per avere un definitivo cambio di mentalità su questo tema”, afferma Rick Stathers, senior analyst SRI di Aviva Investors, “è necessario comprendere come la stessa composizione del prodotto interno lordo mondiale, dato principe dell’economia, dipenda dal funzionamento dell’ecosistema terrestre, messo in crisi dai cambiamenti climatici”. “Abbiamo bisogno che questo tipo di valutazioni e analisi entrino a far parte in modo stabile del modo in cui guardiamo all’economia e al suo sviluppo futuro”, aggiunge, sottolineando inoltre come “la logica classica sottesa al concetto di rendimento finanziario subirebbe una revisione se partissimo da questo semplice e chiaro concetto”.

Il contributo dell’universo della gestione del risparmio

Un cambiamento agli inizi ma che mostra già i primi passi. Si moltiplicano, infatti, gli studi comparativi fra andamenti di indici e loro varianti ESG, mettendo in risalto minime differenze, mitigate dal potenziale di abbassamento del rischio reputazionale e regolamentare a cui sono esposte in misura minore le società con miglior rating di sostenibilità. Visibile inoltre una crescita della consapevolezza della problematica ambientale e sociale intesa in senso generale, al di là della specifica applicazione all’ambito finanziario, ma con riflessi sulle scelte degli investitori. “Dal un punto di vista dell’industria dell’asset management”, afferma Stathers, “credo sia molto positiva l’iniziativa messa in atto in Francia, dove il regolatore ha istituito il marchio SRI per i fondi di investimento”. “Questo stimola la concorrenza fra le varie case di gestione”, prosegue, “che sono motivate a mostrare in concreto ciò che viene fatto a livello di processo di allocazione per garantire un’effettiva sostenibilità dell’investimento”. “La sfida dei prossimi dieci anni”, aggiunge inoltre, “passerà dalla definizione dei criteri ESG che devono essere integrati nei processi di investimento dei gestori patrimoniali, ad un’indubbia dimostrazione del loro reale impatto in termini di sostenibilità”.

Normativa e stewardship centrali per avanzare

Due sono i pilastri fondamentali individuati dal senior analyst SRI, relativi all’approccio di Aviva Investors alla sostenibilità. Il primo è la riforma del mercato, in quanto l’asset manager riconosce che a volte l’engagement con le aziende non è sufficiente. Il mercato finanziario è imperfetto e fallibile, i policy makers e le autorità di regolamentazione svolgono un ruolo critico nella definizione del quadro in cui operano le aziende e gli investitori. Aviva Investors ha guidato e contribuito alla definizione di molte riforme e iniziative a livello locale, nazionale e internazionale volte a creare mercati finanziari sostenibili. Il secondo pilastro è l’attività di stewardship nelle aziende partecipate, in cui l’influenza del proprio ruolo di investitore viene utilizzata per indirizzare le società verso una maggiore sostenibilità. Tra i temi più rilevanti individuati da Stathers su cui concentrare l’attenzione c’è quello dell’alimentazione. “L’attuale sistema di produzione e consumo di cibo”, afferma, “risulta incompatibile con la crescita attesa della popolazione mondiale nei prossimi trent’anni”. “Allo stato attuale servirebbero tre pianeti per produrre sufficiente cibo per tutti e a questo dato fa da contraltare il ritorno della malnutrizione come problematica diffusa nei Paesi a più basso reddito”, fa notare. “La necessità di operare una trasformazione, in questo come in molteplici altri ambiti”, conclude, “è inderogabile”.

Professionisti
Società

Notizie correlate