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Simone Rosti: ETF, l’utilizzo è cambiato


Da sempre fondi comuni attivi e gestioni patrimoniali sono considerati i principali utilizzatori degli ETF, che, in poco più di un decennio,  si sono ritagliati un ruolo di primo piano nel panorama dell’asset management europeo.

 

Come è cambiato nel tempo l’utilizzo degli ETF?

Sono ormai lontani  i tempi in cui fondi comuni e gestioni patrimoniali utilizzavano gli ETF prevalentemente come strumenti per posizioni tattiche e di breve periodo. In pochi anni il loro utilizzo si è evoluto in modo consistente, perché i gestori hanno approfondito la conoscenza di questi strumenti e adesso ne stanno sfruttando appieno le loro potenzialità. Inoltre, il mercato è cambiato e gli ETF stanno rispondendo meglio alle esigenze dei gestori rispetto ad altri prodotti”. 

 

Ma non è un controsenso che dei gestori attivi investano in prodotti passivi?

Vi è una totale complementarietà tra strumenti attivi ed ETF. Il compito di un gestore attivo è dare performance, battere un benchmark. Per raggiungere questo scopo, il gestore studia il mercato di riferimento, mette a punto la propria view, definisce un’asset allocation e va a selezionare gli strumenti più adatti per implementarla: singole azioni, obbligazioni, fondi ed ETF. Quale sia il più adatto lo stabilisce il gestore. Gli ETF offrono l’indiscutibile vantaggio di essere strumenti liquidi, trasparenti ed estremamente diversificati. Sono queste le caratteristiche degli ETF maggiormente apprezzate, insieme, naturalmente, ai costi molto contenuti. Gli ETF stanno diventando lo strumento principe per chi si occupa di asset allocation.

 

Quindi oggi fondi attivi e GP utilizzano meglio gli ETF?

Questi investitori, come molti altri istituzionali, a cominciare da assicurazioni e casse di previdenza, inseriscono sempre più gli ETF nella parte core del portafoglio, con un’ottica non più tattica ma strategica; ne consegue che non solo sono aumentati gli asset da essi investiti in ETF, ma si è anche allungato il tempo medio di detenzione in portafoglio di questi strumenti. ETF su azionario core (Europa, USA, World) o ETF obbligazionari che investono in titoli governativi o corporate si trovano sempre più di frequente nella parte più strategica del portafoglio di fondi e GP. E l’innovazione di prodotto dell’industria degli ETF ha agevolato questo processo.

 

Come?

Mettendo a disposizione, a costi contenuti, strumenti sempre più efficienti nella replica e che offrono la possibilità , adeguatamente combinati, di rispondere a profili di rischio/ rendimento sempre più specifici: dagli ETF che permettono di investire sui mercati azionari con la copertura del rischio agli ETF obbligazionari che permettono di puntare su precisi tratti della curva dei tassi. L’innovazione del mondo della gestione attiva guarda sempre più ai fondi flessibili che consentono di esporsi a più asset class con un’asset allocation che cambia in funzione dell’andamento dei mercati? Ecco che l’industria degli ETF la supporta, contribuisce al suo successo e vara ETF multi-asset. Le sinergie tra gestione attiva e passiva sono molteplici e certamente positive per gli investitori finali. Fondi comuni e gestioni patrimoniali lo hanno compreso da tempo. 

 

Cosa deve fare un emittente per farsi notare da fondi e GP?

Per un emittente di ETF è certamente premiante poter mettere a disposizione una gamma di strumenti ampia, innovativa, diversificata in base alle diverse esigenze degli investitori (ad esempio offrendo ETF sia ad accumulo che a distribuzione dei dividendi, a replica fisica oppure sintetica, a cambio aperto o coperto su esposizioni non euro). Ancora più importante è poter garantire agli investitori una replica costantemente fedele al benchmark e costi non solo contenuti ma anche trasparenti. Su questi due fronti, UBS ETF presenta due vantaggi competitivi. In primis, l’appartenenza a UBS Global AM che vanta, tra l’altro, una ventennale expertise in gestioni passive con asset di oltre 171 miliardi di euro. Inoltre, siamo l’unico operatore a fornire in anticipo il drag level, cioè la somma di tutti i costi applicati allo strumento, di tutti i nostri ETF a replica sintetica. L’investitore ha così evidenza del reale complessivo costo ex ante e non deve calcolarlo in autonomia ex post.

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