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Siete lunghi o corti di duration?


Idee su come investire sul mercato obbligazionario? Per un investitore europeo trovare rendimenti sul mercato obbligazionario è diventata un’impresa.

I tassi d’interesse rimangono bassi, e le politiche accomodanti delle banche centrali non possono che restituire rendimenti sempre più schiacciati, se non negativi. La soluzione per poter ottenere dei rendimenti accettabili quindi è una sola: aumentare il rischio. Uno dei modi per fare questo è giocare sulla duration. “La duration è una delle principali fonti di rendimento in un contesto in cui la crescita è dubbia e la politica monetaria si fa nuovamente accomodante e abbinare la duration a strumenti che producono reddito ci sembra la migliore strategia nell’obbligazionario”, spiega Chris Iggo, CIO obbligazionario di AXA Investment Managers.

Un segmento particolarmente interessante (ma anche rischioso) è l’high yield short duration, una strategia obbligazionaria che si concentra sui titoli a più alto rendimento nel segmento breve della curva, abbinata a un’esposizione di alta qualità su una duration lunga. “Il segmento high yield con short duration può offrire rendimento da interessi in questo mercato, soprattutto dopo un periodo di ampliamento degli spread”. Concretamente? In Europa, il mercato high yield offre uno yield-to-worst del 4% con una duration di 3,5 anni. In USA invece, il rendimento del segmento a 1-5 anni del mercato high yield USA in questo momento è superiore al 6,5%, con una duration di soli 2,1 anni.

A seguito della decisione della FED di non fermare le politiche di rialzo dei tassi, i rendimenti del Tesoro sono scesi  a circa il 2,5% sui rendimenti a 10 anni, e ci aspettiamo un ampio range di scambio. “Nonostante i fondamentali restino solidi, l’atteggiamento più accomodante della Fed e le preoccupazioni sulla crescita a lungo termine agiscono da tetto. Con i tassi a breve fissi e il rischio di rialzo di quelli a lungo al minimo, è improbabile che la curva si inverta nel breve termine, ma potrebbe farlo nel corso dell'anno”,  spiega Esty Dwek, senior investment strategist di Natixis Investment Managers. “Per ora, mentre la duration non aggiunge molto in termini di rendimento, siamo meno preoccupati di aumentare la duration dei portafogli con strategie difensive più core”. 

Anche secondo Arif Husain, head of International Fixed Income di T. Rowe Price, a livello di costruzione del portafoglio, ciò significa che essere esposti alla duration potrebbe nuovamente essere un buon modo per gli investitori di diversificare il rischio azionario. “Un’opzione attraente nel contesto attuale può essere l’aumento di esposizione alla duration in quei Paesi per i quali si prospettavano dei rialzi dei tassi all’inizio dell’anno. La Svezia e la Corea del Sud spiccano in quest’ottica, dato che le banche centrali di entrambi i Paesi ora hanno rapidamente cambiato rotta. Vale la pena di considerare anche le banche centrali che erano ferme e dalle quali ora ci si attende un taglio dei tassi”.

Tuttavia, non tutti gli istituti centrali rinunceranno ai progetti di tightening: “per questo, un’allocazione selettiva sui Paesi rimarrà un aspetto fondamentale della gestione della duration. Paesi come la Norvegia e il Regno Unito hanno più probabilità di aumentare i tassi in futuro, per via delle pressioni inflazionistiche locali”.

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