Sì all’azionario, ma in portafogli resilienti


Outlook, view e analisi annuali sono il pane quotidiano del mese di gennaio per chi opera sui mercati finanziari. Il pericolo, da un punto di vista comportamentale, è farsi assalire dall’ansia da previsione che si può esprimere in differenti modi a seconda della propensione personale o congiunturale. La fretta di posizionarsi per non perdere opportunità e l’eccesso difensivo sono manifestazioni deteriori ed estreme, evitabili mantenendo la stella polare della gestione del risparmio: l’approccio di lungo periodo.

Ciò non significa ignorare le prospettive per il 2020 o esimersi dal monitoraggio degli avvenimenti che ci attendono nei prossimi mesi, ma inserirli nel corretto contesto di scelta. Quello cioè che colloca l’obiettivo di generazione di rendimento in un orizzonte temporale più ampio.

Il consensus sulla crescita globale

Posto, dunque, che è necessario creare un proprio quadro di riferimento a partire dall’analisi dei dati e degli andamenti dei fondamentali, possiamo partire dal rilevare come il consensus dei mercati escluda, seppur in modo assoluto e categorico, la possibilità di un’imminente recessione. Questa evidenza non sempre è risultata sufficiente dal lato degli investitori, in particolare per quanto riguarda il comparto azionario. “Per gran parte del 2019 gli investitori hanno temuto la fine della fase rialzista sull’equity globale e nel corso dell’anno i depositi sui mercati monetari hanno raggiunto livelli record”, fa notare Stephen H. Dover, head of Equities di Franklin Templeton. "Gli investitori non dovrebbero preoccuparsi troppo per l’andamento dei mercati azionari globali nel 2020, anche se nel 2019 l’asset class ha messo a segno un’ottima performance e i dati economici sono meno incoraggianti. Anche se molti investitori sono tuttora preoccupati, riteniamo vi siano ragioni sufficienti per mantenere gli investimenti nell’azionario globale nel 2020”, aggiunge.

Posta la necessità di un’adeguata selezione e l’allineamento con il singolo profilo di rischio, nel momento in cui è riscontrabile un’effettiva difficoltà nella generazione di rendimento, la rinuncia all’asset class azionaria per un eccesso di prudenza può risultare dolorosa per l’investitore. L’attuale livello di tassi di interesse, la tenuta dei consumi, in particolare negli Stati Uniti, e la minore dipendenza della crescita globale dal settore manifatturiero sotto pressione sono, secondo Dover, i fondamentali elementi che permettono di guardare con cauto ottimismo alla crescita e a selezionate porzioni dell’equity globale.

Income resiliente

La cosa peggiore da fare potrebbe essere non fare niente e lasciare che il denaro fermo nei conti correnti perda valore a causa dell’inflazione”, dichiara Rupert Rucker, head of Income Solutions di Schroders riferendosi all’attuale contesto di tassi negativi. “Sebbene aspettarsi rendimenti annuali del 10,7% sia irrealisticoè possibile ottenere rendimenti maggiori rispetto a quelli offerti dai conti o dai titoli di Stato, ma è necessario darsi da fare”, afferma, indicando tre consigli o propositi per il 2020. “In primo luogo, è necessario conoscere il funzionamento dei mercati: rendimenti più elevati sono possibili ma implicano rischi maggiori. È importante che gli investitori siano consapevoli dei rischi di asset class come bond corporate o azioni. Il secondo punto è che investire per un breve periodo di tempo probabilmente non permetterà di ottenere i rendimenti migliori. Potrebbero essere necessari almeno cinque anni, soprattutto quando si investe in asset rischiosi come l’azionario, per controbilanciare picchi e depressioni tipici dei mercati azionari. Terzo, è importante iniziare il prima possibile, per poter godere dei benefici dell’interesse composto”, spiega. “Guardando più nello specifico al 2020, i dividend yield di gran parte dei mercati azionari sembrano attraenti al momento. Gli investimenti azionari potrebbero essere una soluzione per chi è alla ricerca di income ed è pronto ad assumersi ulteriori rischi”, completa.

Si muove nello stesso campo, che potremmo identificare come quello dell’investitore consapevole, Vincent Mortier, deputy group chief investment officer di Amundi, che invita, a distogliere l’attenzione da fattori di instabilità i cui esisti risultano difficilmente prevedibili, per concentrarsi sulla costruzione di portafogli resilienti. Mortier individua cinque principi, derivanti da fondamentali fattori di mercato concretamente indagabili, per raggiungere tale obiettivo:

  • Catturare il rimbalzo ciclico nella prima parte dell'anno, essere prudenti sulla duration visto che i rendimenti obbligazionari potrebbero raggiungere il minimo, privilegiare i titoli value ciclici, soprattutto in Europa.
  • Sfruttare le opportunità nei Paesi emergenti perché la possibile svalutazione del dollaro USA nel 2020 potrebbe sostenere gli investimenti in quei mercati, soprattutto il debito in valuta locale.
  • Monitorare gli elementi che potrebbero innescare scenari alternativi e tutelarsi dagli eventi estremi. La ripresa o il peggioramento della guerra commerciale scatenerebbe una recessione, ponendo fine al mercato azionario rialzista e mettendo sotto pressione il mercato del credito. In uno scenario rialzista, dei massicci stimoli fiscali a favore dell'economia verde e delle eguaglianze sociali potrebbero indirizzare i mercati verso una traiettoria sostenibile, ma mettere sotto pressione i rendimenti obbligazionari.
  • Poiché tali scenari hanno implicazioni molto diverse per i mercati, gli investitori dovrebbero mantenere adeguati cuscinetti di liquidità nel caso in cui qualcuno di essi si concretizzi.
  • Infine, gli investimenti ESG diventeranno ancora più importanti sia per conseguire una performance aggiustata per il rischio, sia per individuare l’impatto sui modelli economico-sociali interessati negativamente dai rischi a lungo termine come le diseguaglianze e il cambiamento climatico.
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