Senza inflazione cambia l'approccio di gestione


Tutti gli investitori multi-asset con un orizzonte temporale di medio-lungo termine devono accettare l’idea di non poter operare in un contesto di inflazione ancora per molto tempo e ciò implica un cambiamento nel loro approccio di gestione. Si è passati infatti dai tradizionali portafogli bilanciati tra equity e bond, ad un’asset allocation sempre più complessa con strumenti alternativi, ma cosa riserverà il futuro delle gestioni multi-strategy? Ne abbiamo discusso durante la seconda parte della tavola rotonda virtuale organizzata da FundsPeople.

Clark-Fenton-001-High-Res__2_La prima domanda che ci poniamo oggi è: le Banche centrali saranno ancora in grado di creare inflazione? Negli ultimi 10 anni abbiamo assistito a politiche monetarie espansive volte a stabilizzare l’economia, comprimendo i tassi di interesse e ponendo le basi di una giapponizzazione, soprattutto in Europa. “Con gli sviluppi recenti dovuti al Coronavirus, l’unico modo che la politica monetaria e fiscale hanno per generare nuove aspettative di inflazione è quello di veicolare le risorse verso l’economia reale. Questo scenario comporterebbe un cambiamento nelle strategie degli investitori e nei metodi di diversificazione del portafoglio”, commenta Clark Fenton, gestore del fondo RWC Diversified Return. “Gli asset che traggono vantaggio dalla deflazione stanno sicuramente ottenendo buoni risultati, come ad esempio i metalli preziosi; inoltre, utilizzando anche tecniche di gestione alternative, oggi si possono acquistare a prezzi convenienti attività rischiose che beneficeranno in un’ottica futura di uno scenario di lungo termine di tipo deflazionistico”, aggiunge il portfolio manager di RWC Partners.

DAMIAN_BARRY_MIFL_130520__1_L’aspetto chiave per fare delle previsioni sui prossimi dieci anni è capire se le autorità internazionali saranno in grado di creare reflazione nonostante il forte indebitamento a livello mondiale. “Siamo ottimisti sul fatto che in futuro le autorità internazionali faranno ogni sforzo possibile in termini di politica fiscale e monetaria per stimolare la crescita economica”, dichiara Damian Barry, head of Multi-Asset Multi-Management di Mediolanum International Funds. Il ruolo dei portafogli multi-asset cambierà. “Dovremo abituarci a mercati più volatili”, sottolinea. “Nei prossimi anni potremmo vedere alcuni importanti cambiamenti e i fattori che fino ad oggi hanno influenzato i mercati, in condizioni di bassi tassi di interesse, potrebbero non essere più gli stessi al crescere dei tassi”, conclude.

Un nuovo modus operandi

Se finora la politica monetaria era riuscita a dare una forte spinta ai mercati finanziari indistintamente, ora le cose potrebbero cambiare. “È diventato complicato creare valore attraverso alcune asset class, soprattutto se hanno rendimenti negativi”, sostiene Fernando Perez, senior portfolio manager e responsabile Portfolio USA Equity di Intesa Sanpaolo Private Banking. “ Tuttavia l’attuale crisi ha marcato una separazione della correlazione tra società solide, con bilanci di qualità, alti dividendi, investimenti di capitale e quelle con maggiori difficoltà. Il mercato le sta mettendo alla prova, attribuendo loro un premio qualità, pertanto si sono create opportunità interessanti per acquistare asset di qualità a prezzi distressed”, spiega.

Baronci__1_Secondo Mario Baronci, responsabile del Team Multi Asset di Quaestio Capital ci sono differenze fra l’attuale crisi e quella del 2008, “Allora si valutavano le attività finanziarie unicamente come da manuale: il present value dei cash flow attesi. Adesso, grazie alle gestioni algoritmiche come risk parity, risk control e trend following si guarda anche ad altri indicatori: livello di volatilità assoluta e correlazione fra asset class in primis, mettendo a volte da parte il valore intrinseco”, sottolinea l’esperto. “La gestione attiva si è modificata anche rispetto al numero delle asset class e dei risk premia considerati: privilegiamo gli stili quality e low volatility sul mercato azionario, abbiamo esposizioni in short term TIPS e commodities per coprire il rischio di un aumento dell’inflazione e in ETP legati all’oro, adottato come macro-hedge”, afferma l’esperto.

 

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