Sell in may and go away. Vale anche ai tempi del Covid-19?


La teoria del sell in may and go away sarà valida anche ai tempi del COVID-19? I cali fino al 30% registrati nel primo trimestre di quest’anno nel mercato azionario sono stati alleggeriti dai rialzi del mese di aprile che hanno raggiunto oltre il 10% in diversi importanti indici borsistici del mondo. Le ragioni del rimbalzo sono da ricercare nell'appiattimento della curva dei nuovi contagi da COVID-19 in molti dei Paesi più colpiti e nelle misure annunciate dalle Banche centrali e dai governi per limitare l'impatto sull'economia.

La domanda è ovvia: è possibile che questo rimbalzo continui o è il momento di applicare il noto assioma  "sell in may and go away"? Per il momento, pare che l'investore cominci a considerare di alleggerire il portafoglio. Venerdì 1° maggio, Wall Street è andata in rosso e queste perdite sono le stesse che vengono registrate attualmente negli indici europei. Ma il dubbio che rimane è se tutto maggio sarà così. Per trovare la risposta dovremo considerare diverse variabili.

La prima è l'evoluzione della pandemia in un momento in cui diversi Paesi stanno valutando di allentare le loro misure di confinamento. Dovremo vedere se questo lento ritorno alla normalità influirà su un aumento dei casi di infezione. Il secondo è quello di analizzare le variabili economiche che si conosceranno in queste settimane come gli indici PMI di Europa e Stati Uniti e, nel caso degli USA, anche i dati sull'occupazione che verranno rilasciati venerdì. Il passo successivo è quello di vedere quale impatto avranno i risultati delle aziende sugli indici di borsa in cui sono quotate. È prevedibile che le variabili saranno più negative che positive e, soprattutto, è prevedibile che le Banche centrali non saranno così attive come lo sono state negli ultimi mesi, per cui i mercati rimarranno senza la colonna su cui hanno fatto affidamento in questi momenti di massima incertezza. 

"Date le attuali turbolenze economiche e commerciali, è possibile che i mercati azionari abbiano toccato il fondo? Crediamo che gli acquisti di titoli da parte delle Banche centrali spieghino lo stato d'animo attuale del mercato, ma dubitiamo che possa durare per sempre. È possibile dunque che i mercati azionari abbiano già toccato il fondo?", si domandano in Invesco. La casa di gestione ha elaborato diverse previsioni sul comportamento delle diverse asset class a seconda dei danni economici prodotti dal COVID-19 nei prossimi 12 mesi. Come mostra il grafico seguente, non vi è uno scenario positivo per le azioni nel periodo.

Asset

Natixis IM è abbastanza diffidente sulla possibilità che il rally visto in aprile venga mantenuto, non tanto a breve quanto a medio termine. "Il mercato sta sottovalutando il carattere graduale e severo della riapertura, nonché i rischi di una seconda ondata di contagio in seguito all'allentamento delle misure di contenimento", afferma Etsy Dwek, responsabile della strategia globale presso la società di gestione francese. Ricorda infatti che dal 1920, l'S&P 500 ha registrato 14 mercati ribassisti e 19 bear rally con aumenti di oltre il 15%, che sono durati circa 70 giorni. "I mercati non stanno prezzando la realtà della situazione. La ripresa economica richiede tempo", afferma, e questa preoccupazione ha portato anche Benjamin Melman, gestore degli investimenti di Edmond de Rothschild, a ridurre il peso degli attivi a rischio nel suo portafoglio. "Il livello di incertezza richiede almeno un po' di cautela. Dopo il rimbalzo del mercato nelle prime settimane di aprile, rafforzato da valutazioni un po' più normalizzate e anche abbastanza elevate dei titoli statunitensi, abbiamo ridotto la nostra esposizione alle azioni attraverso le azioni europee", afferma.  

Quindi cosa dovrebbe accadere per avere la certezza che il mercato abbia già toccato il fondo nel mese di marzo? Luca Paolini, chief strategist di Pictet AM, fornisce alcuni indizi. "Le condizioni per noi per essere più ottimisti sulle attività di rischio includono un miglioramento del flusso di notizie sulla pandemia, sulle probabilità di una cura e di uscita dal lockdown, la stabilizzazione del deterioramento economico e degli indicatori di fiducia negli Stati Uniti e una curva più ripida dei rendimenti sulla scadenza del debito, un ritorno della spesa in Cina ai livelli pre-crisi e un allineamento più realistico delle previsioni dei guadagni con la contrazione dell'attività”, afferma.

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