Sei modi di restare al passo col mercato


Tempi strani per il mondo degli investimenti: dopo un 2017 particolarmente tranquillo, nei primi mesi del nuovo anno abbiamo già assistito a episodi di volatilità molto elevata e “forse anche più normale” che “potrebbe mantenersi a questi livelli per tutto l’anno”, in virtù di una serie di questioni che possono alimentare l’incertezza e che vanno dalla questione del commercio globale e delle politiche tariffarie negli USA a un ciclo di rialzi della Fed potenzialmente più aggressivo. A spiegare questo “cambiamento di psicologia nei mercati” è Mona Mahajan, investment strategist di Allianz Global Investors.  

“In passato, una strategia buy the dip, utilizzata da gran parte degli investitori, funzionava piuttosto bene. Ma man mano che ci addentriamo nel ciclo attuale, potremmo assistere a uno spostamento verso una gestione più selettiva, tattica e attiva”, commenta l’esperta che si sofferma, poi, sui principali rischi da tenere sott’occhio.

Il momentum ha raggiunto il suo picco?

Negli ultimi trimestri, sia il PIL degli USA che le revisioni degli utili delle aziende americane hanno mostrato un forte momento di rialzo, che ha contribuito significativamente a generare un sentimento positivo nel mercato. Tuttavia, Mahajan spiega che “più di recente abbiamo iniziato ad assistere a una stagnazione nelle revisioni al rialzo, se non addirittura a un ribaltamento, e sarà sempre più difficile aspettarsi sorprese al rialzo dagli attuali livelli elevati”. A spiegare al meglio questo cambiamento, secondo l’esperta, è l’evoluzione dell’US Economic Surprise Index:

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Tuttavia, l’esperta indica che la visione macro di Allianz GI rimane invariata e l’economia statunitense nei prossimi 6-12 mesi manterrà la sua forza e trarrà beneficio dalla riforma fiscale e dalla crescita globale sincronizzata. “Forse il 2018 segnerà la fine di questo ciclo”, commenta Mahajan.

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Effetti dell’aumento dei tassi

“Gli investitori devono ormai fare i conti con il fatto che la Fed sta aumentando i tassi, e potremmo vedere un rendimento dei Treasury a 10 anni avvicinarsi al 3% entro la fine dell'anno”. A questo bisogna aggiungere la riduzione del bilancio della Fed e, di conseguenza, aste del Tesoro di dimensioni superiori che devono essere riassorbite nel mercato. “Queste forze, combinate con le crescenti aspettative inflazionistiche, hanno creato una pressione al rialzo sui tassi”.

Nonostante tutti questi fattori, tuttavia, dalla casa continuano a prevedere uno scenario di base robusto per l’anno in corso: “Prevediamo ritorni del 5% nel 2018, ben al di sotto di quelli del 20% che abbiamo vissuto nel 2017 ma in linea con il momento del ciclo che stiamo vivendo”, riassume Mahajan. E anticipa che, man mano che l’economia statunitense si avvicinerà al punto di svolta, le obbligazioni e le azioni continueranno ad essere volatili. Per questo, dà agli investitori sei consigli per i loro portafogli:

  1. Farsi guidare dalla luce dell’equity

L’asset manager esprime preferenza per le azioni che possono continuare a fare bene nel ciclo di rialzi della Fed. La spiegazione risiede in episodi precedenti: il rendimento medio annuale dello S&P 500 durante i quattro anteriori cicli di rialzi dei tassi è stato del 9,2%.

  1. Selezionare i grandi vincitori

All'interno dell’universo equity, i titoli growth e large cap continuano a sovraperformare e in un ambiente potenzialmente inflazionistico, entrambi possono continuare a fare bene. Ad essere favoriti, sono soprattutto i settori della tecnologia e dell’health care.

  1. Posizionarsi sul value

Secondo l’esperta, nel corso di questo ciclo, i titoli value potrebbero mostrare segnali di leadership di mercato. Queste compagnie, specialmente quelle del settore finanziario, potrebbero inoltre trarre beneficio dalla riforma fiscale negli USA e della potenziale spesa nelle infrastrutture.

  1. Mantenere il passo dell’high yield

Nell'ambito del reddito fisso, dall’asset manager continuano a favorire strategie di short duration e l’high yield, ritenendo che i tassi di insolvenza si manterranno bassi.

  1. Diversificare a livello internazionale

Sebbene gli USA rappresentino la parte core nei portafogli, Mahajan suggerisce di incrementare l’allocation obbligazionaria e azionaria ad altre regioni globali per approfittare del fatto che molti Paesi si trovano ancora in fasi meno avanzate del ciclo rispetto agli Stati Uniti e presentano valutazioni più favorevoli. “Preferiamo l’Europa per le azioni value e che pagano dividendi, l’Asia per il growth e i disruptive, e i mercati emergenti in generale per quanto riguarda l’obbligazionario”.

  1. Più alternativi

L’esperta consiglia di incrementare gradualmente l’allocation sugli alternativi che presentano una correlazione minore con l’azionario, come absolute return, private credit ed equity.

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