Se i mercati tirano per la giacca le Banche Centrali


L’attuale atteggiamento accomodante delle principali Banche Centrali costituisce il più importante fattore di marcato del contesto finanziario. Il peso degli istituti, a prescindere dal qui e ora, è inoltre cresciuto a dismisura negli ultimi dieci anni di easing quantitativo e le dinamiche sono evolute, o involute, in modi difficilmente pronosticabile prima dell’avvento dell’era dei tassi bassi.

Antonio Cesarano, chief global strategist Intermonte Sim, propone una metafora padre/figlio per sintetizzare la situazione odierna. “La mia opinione”, ha spiegato Cesarano nel corso della conferenza Asset Allocation: rischi e opportunità in clima di incertezza geopolitica tra elezioni europee, guerra commerciale e Brexit, tenuta insieme a Stefano Masante, co-responsabile Commissione Mercato dei Capitali Assiom Forex, in occasione del Salone del Risparmio 2019, “è che le Banche Centrali si stiano comportando come un padre di famiglia che cerca di resistere ai capricci del figlio (il mercato, gli investitori) che da tempo chiedono l’ultimo modello di telefonino (più aiuti e più liquidità). Ha resistito finché ha potuto (fino a gennaio), poi ha dovuto cedere un po’. Ma il mercato/figlio ha l’obiettivo di riportare papà/Fed a far risalire il bilancio per ricomprare corporate bonds. È qui che potrebbe scoppiare la bolla in grado di generare un effetto a catena distuttivo. Fuor di metafora, finché le banche centrali si daranno il compito di riportare l’economia su binari stabili, il mercato li ricatterà alzando la posta”.

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Questo nonostante le condizioni create dagli istituti siano già di per sé favorevoli ai mercati finanziari ad eccezione del comparto obbligazionario. Un potenziale fattore dirompente è rappresentato in questo contesto dal rischio politico riferito in modo particolare a tre eventi: guerra dei dazi USA-Cina, elezioni politiche europee e Brexit, la cui portata è però da limitare secondo i relatori ad episodi di correzione dei mercati in concomitanza, sottolinea Stefano Masante, co-responsabile Commissione Mercato dei Capitali Assiom Forex, “con episodi di conflittualità, a cui i mercati finanziari sono particolarmente sensibili”.

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Una conflittualità che potrebbe riguardare ad esempio la campagna elettorale per le elezioni europee con effetti sui Titoli di Stato italiani. “È presto per capire”, ha affermato, Masante su questo punto, “che effetto potrebbero avere le elezioni europee sui Btp, ma in linea generale le banche hanno ancora margine (fino a 440 miliardi, ora sono a 390 miliardi) per ricomprare Btp”. “La finestra da sfruttare in questo caso”, ha aggiunto” potrebbe essere a giugno se lo spread scendesse al di sotto dei 250 punti base”.

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