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Scelzo (Copernico SIM): "Noi, pronti a crescere del 20% da qui al 2020"


La rivoluzione nel settore della consulenza è già in atto anche per Copernico SIM. Archiviato il bilancio dello scorso anno, qualche giorno fa la società ha adottato il nuovo piano strategico 2018/2021, con il quale intende consolidare la sua presenza nel mercato facendo leva sui valori di indipendenza da gruppi bancari, di credibilità e professionalità dei propri consulenti finanziari. L’idea è quella di gettare le basi della sua crescita sui giovani, sulla consulenza evoluta e su una più spiccata attenzione alle esigenze e alla tutela della clientela. “Parlare in questo momento storico di consulenza evoluta può portare a diverse interpretazioni. Siamo nel mezzo di un cambio normativo senza precedenti”, ricorda Gianluca Scelzo, consigliere delegato di Copernico SIM.

“Lo sviluppo tecnologico e regolamentare porterà ad un cambio radicale del sistema finanziario. Non solo perché verranno resi espliciti i costi ex post ed ex ante ai clienti, ma anche perché si creerà più dinamicità nel sistema stesso. Come Copernico, fin dalla nostra nascita nel 2000, abbiamo sempre approcciato il mercato con l’utilizzo del multibrand senza avere prodotti di bandiera. E crediamo che la normativa vada anche in questo senso. Il mercato dei consulenti è in grande fermento al momento, ma i cambiamenti epocali si vedranno all’inizio del prossimo anno”. Uno fra tutti riguarda poi il nuovo albo dei professionisti che ambierà veste  probabilmente dal prossimo 1 dicembre.

Manca solo la firma del presidente della Consob per le delibere che sanciranno la data di avvio del nuovo Organismo di vigilanza e tenuta dell’Albo unico dei consulenti finanziari (Ocf), con l’avvio delle nuove sezioni dei consulenti finanziari autonomi e delle società di consulenza finanziaria (Scf) che si aggiungeranno a quella in essere dei consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede (ex promotori). “Il ruolo del consulente è destinato a cambiare, certamente sarà più un professionista che non venderà più prodotti ma un servizio. E, mi scuso per il gioco di parole, un servizio a servizio del cliente e non più del marchio della mandante”, afferma il manager.

“Come ogni anno, i nostri obiettivi di crescita non sono certamente quelli di stravolgere la Copernico SIM. Noi cresciamo costantemente da oramai 18 anni ma sempre mantenendo i nostri valori fondanti, quindi l’assenza di struttura piramidale o di contest. I nostri obiettivi di crescita sono più o meno i soliti: una crescita interna nel portafoglio medio dei nostri consulenti, l’attrarre quei consulenti che lavorano in altre società che sposino i nostri valori, oltre ovviamente all’inserimento di qualche giovane promettente da avviare all’attività di consulente finanziario. Da qui al 2020 i nostri obiettivi sono quelli di crescere di circa il 20% come numero di consulenti e come masse. I nostri consulenti hanno un’età media molto più bassa rispetto alla media del mercato e questo non può che farci ben sperare nel futuro”.

La società al momento conta su un centinaio di professionisti e su accordi con circa 40 società di gestione del risparmio italiane ed internazionali che permettono alla rete di distribuire oltre 4000 prodotti finanziari.

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