Savatteri (T. Rowe Price): “Affidabilità ed eccellenza: due concetti che vogliamo portare sul mercato italiano”


A poco più di tre anni dall’arrivo in Italia, T. Rowe Price punta a ricoprire un ruolo di primo piano nell’industria italiana del risparmio gestito negli anni a venire. L’asset manager americano si è inizialmente affermato sul mercato italiano nel mondo dei gestori professionali, in particolare fondi di fondi e GPF. “I risultati sono stati ottimi, anche perché questa tipologia di interlocutori valuta la qualità dei fondi, l’affidabilità della casa di gestione e la ripetibilità delle performance nel tempo”, afferma Donato Savatteri, country head di T. Rowe Price Italia.

Successivamente, la società ha allargato l’attività al settore delle unit linked, per poi arrivare a coprire il mercato retail attraverso accordi con reti di consulenti finanziari e istituti primari di private banking. “Nel giro di tre anni siamo riusciti a coprire tutti i segmenti di mercato, dall’istituzionale, agli intermediari finanziari fino ad arrivare al segmento retail. Il nostro obiettivo è quello di costruire un business solido e duraturo, cercando di conquistare sempre maggiore visibilità nel mondo del risparmiatore e dei consulenti finanziari”.

T. Rowe Price è particolarmente apprezzata in questa fase per le sue competenze sull’azionario americano e sui mercati emergenti, sia lato equity che fixed income. Sui listini a stelle e strisce, la società copre tutti gli stili di gestione, dal growth al value fino ad arrivare alla famiglia di fondi core e small/large cap. Per quanto riguarda gli emerging markets, l’offerta è molto ampia: azionari globali, regionali e di frontiera, obbligazionari in hard e local currency, corporate e high yield. “Per noi è fondamentale portare sul mercato due concetti: affidabilità ed eccellenza, intesa come performance consistenti delle strategie nel lungo periodo”.

Focus sul mercato italiano

L’Italia, insieme al Regno Unito, rappresenta uno dei mercati europei di riferimento per T. Rowe Price. “L’Europa per noi è un mercato relativamente recente, il Regno Unito è il Paese dove siamo più presenti, ma l’Italia rappresenta un mercato strategico”.

Nel 2017, i prodotti più apprezzati sul mercato italiano sono stati l’high yield europeo, l’azionario americano e quello emergente, sia per la componente globale che per il segmento dei mercati frontiera. “Nella seconda metà del 2017, e nei primi due mesi del 2018, abbiamo osservato un forte interesse verso i frontier market. Inoltre, anche la nostra strategia azionaria specializzata in tecnología ha avuto un notevole successo”.

Negli ultimi anni l’educazione finanziaria sta diventando un tema dominante nell’industria del risparmio gestito, sia per gli investitori che per i consulenti finanziari. L’obiettivo di T. Rowe Price è quello di portare sul mercato italiano due concetti fondamentali: l’importanza per il risparmiatore finale di pensare al proprio futuro finanziario e in un'ottica di lungo termine, per esempio tramite l’investimento in piani di accumulo (PAC) e in fondi pensione.

“In America il tema dell’investimento in PAC e dell’accantonamento ai fini pensionistici è ben radicato sia nei consulenti finanziari che nei risparmiatori finali. Tuttavia, al momento in Italia l’attenzione per queste due modalità di investimento non è ancora sufficiente”. Un altro fattore chiave riguarda la trasparenza dei costi, che è una delle principali novità previste da MiFID II. “T. Rowe Price è sempre stata competitiva sui costi, in particolare sulle spese amministrative e operative che costituiscono, con la management fee, il total expense ratio (TER) del fondo”, dice Savatteri. A fine dicembre 2017, il 96% dei fondi azionari e addirittura il 100% dei fondi obbligazionari della casa americana avevano un TER inferiore alla media e alla mediana del mercato.

Posizionamento di mercato nel 2018

La società ha una view molto positiva sul debito emergente, soprattutto in valuta locale e sui titoli high yield con duration corta. Inoltre, la casa americana sottopesa i bond americani ed europei, o in alternativa assume un’esposizione verso queste due asset class con una duration molto corta. A differenza dei principali mercati sviluppati, dove si assiste ad una normalizzazione delle politiche monetarie, diversi Paesi della regione emergente stanno portando avanti una politica monetaria restrittiva. “Le Banche centrali di Paesi come Indonesia, Brasile, Malesia e India stanno attuando tagli dei tassi di interesse, quindi a nostro avviso varrebbe la pena posizionarsi con duration più lunghe e approfittare della discesa dei tassi”, ha sottolineato Savatteri.

Lato equity, la view è positiva sull’azionario europeo, americano ed emergente, “anche se quest’anno la crescita dovrebbe essere inferiore rispetto a quella del 2017”. Nonostante le valutazioni delle azioni americane abbiano raggiunto livelli elevati, “riteniamo che ci sia ancora valore sul mercato americano. La riforma fiscale, il piano sulle infrastrutture varato dall’amministrazione Trump e la debolezza del dollaro sosterranno l’asset class”, conclude Savatteri. 

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