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Sarcone (Fidelity International): “Un’architettura sempre più guidata nel futuro dell’industria”


“Sebbene i mercati finanziari siano sempre contrassegnati da un certo grado di incertezza, ci sono forti motivazioni per essere moderatamente ottimisti per questo 2020 appena iniziato. Il nostro scenario di base è che non ci sarà nessuna recessione globale e che gli utili aziendali miglioreranno progressivamente”. Un elemento, quest’ultimo, che rappresenta un dato particolarmente importante per chi come Fidelity International fa della gestione attiva orientata al lungo termine il cuore del proprio business. Le parole di Rosario Sarcone, head of Wholesales Italy della società, tratteggiano un quadro incoraggiante che si colora di tratti di novità entrando nello specifico, in particolare per quanto riguarda le attese dell’asset manager globale per area geografica.

Luoghi, stili, classi di attivo

“Crediamo che il 2020 possa essere uno spartiacque in cui assisteremo a un’inversione rispetto a quanto visto negli ultimi anni sui mercati. Da un lato prevediamo migliori performance per quanto riguarda Europa e mercati emergenti rispetto agli Stati Uniti e dall’altro ci attendiamo un ritorno del value rispetto al growth”, afferma Sarcone. Per quanto riguarda le singole asset classes su cui puntare, l’head of Wholesales Italy di Fidelity International identifica nella grande costante che indirizza gran parte delle scelte la prosecuzione del regime di tassi ai minimi. “Manteniamo un moderato sovrappeso per l’azionario, mentre per quanto riguarda il fixed income ci concentriamo sui mercati emergenti, in particolare asiatici, sia relativamente alla parte debito che credito, mentre sull’high yield preferiamo l’Europa”, specifica il manager.

Business: sempre più sub-advisory

Il mondo di tassi a zero disegnato dalle Banche centrali è all’origine di quella che Sarcone rivela essere stata la migliore fonte di business per il segmento wholesales nel 2019. “L’anno appena concluso è stato contrassegnato dalla prosecuzione della tendenza che vede uno spostamento del modello di offerta degli strumenti di investimento da architettura aperta a architettura guidata”, dichiara Sarcone. “La creazione di prodotti in sub-advisory”, entra nel dettaglio, “ha rappresentato la principale attività, con particolare richiesta di strategie in grado di indirizzare l’investitore verso uno spostamento dall’utilizzo dei conti deposito, sotto pressione a causa delle politiche monetarie ultra accomodanti delle Banche centrali, al risparmio gestito”.

Un legame con le reti di consulenza e con il canale bancario sempre più stretto, dunque. Il secondo elemento citato dall’head of Wholesales Italy di Fidelity International come centrale per continuare ad espandere l’attività della casa di gestione in Italia è proprio relativo alla vicinanza al canale distributivo in ottica di cooperazione. “La prossimità con i clienti e la trasparenza e chiarezza sulle expertise che siamo in grado di fornire è essenziale. Il lavoro svolto da Fidelity International in tal senso trova un riconoscimento concreto nel fatto che la pressoché totalità dei prodotti costruiti in regime di sub-advisory sono co-branded con la realtà bancaria che richiede i nostri servizi di gestione”, dichiara.

Ultimo elemento citato da Sarcone come centrale per il nuovo anno è la rilevanza dei criteri ESG, con un’attenzione particolare posta dall’asset manager globale sull’ultima lettera del trittico. “Da sempre valutiamo con estremo rigore tutti gli aspetti legati alla governance aziendale, e non potrebbe essere altrimenti data la nostra natura di investitori di lungo periodo. Oggi si aggiungono con maggiore forza considerazioni di natura ambientale e sociale, con una spinta congiunta proveniente tanto dal lato della domanda e dell’offerta che del regolatore che potrà generare un cambiamento realmente significativo nel futuro”, conclude Sarcone.

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