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Saitta (Intermonte SIM): “Le difficoltà della politica italiana impongono una forte rotazione di portafoglio”


Nonostante la crescita economica globale rimanga solida e robusta in termini assoluti, nel primo trimestre del 2018 stiamo osservando i primi segnali di rallentamento dell’economia globale. Tuttavia, la combinazione di un’inflazione più elevata (soprattutto negli Stati Uniti) e il rialzo dei tassi di interesse hanno portato ad un aumento della volatilità e ad una situazione di maggiore ‘debolezza’ del mercato. “La fase di correzione dei mercati è nata negli Stati Uniti, che sono stati il primo Paese ad adottare politiche monetarie espansive e una politica attiva nella gestione della crisi finanziaria. Queste dinamiche hanno portato al secondo ciclo di espansione più lungo della storia statunitense, che è entrato nel nono anno”, afferma Massimo Saitta, direttore investimenti di Intermonte SIM.

Nel corso del 2018 sarà fondamentale monitorare l’evoluzione delle politiche monetarie, sopratutto della BCE, i segnali di ripresa dell’inflazione e alcuni temi legati all’amministrazione Trump, come l’imposizione dei dazi e la riforma fiscale, che contribuirà a prolungare la durata attuale del ciclo economico. “La correzione dei mercati di febbraio ha portato ad una maggiore volatilità sui mercati, con conseguente cambio dell’approccio di investimento: abbiamo osservato una rotazione continua dai settori ciclici ai comparti difensivi, e nuovamento sui settori ciclici maggiormente legati al recupero del dollaro. Dalla metà di maggio, inoltre, è rientrato prepotentemente il tema politico in Italia, con i suoi riflessi sui rendimenti e sullo spread Btp/Bund che ha cambiato nuovamente lo scenario”, afferma l’esperto.

Dinamica inflattiva: come cambia il posizionamento dei portafogli? 

“La ripresa dell’inflazione relativa alla crescita dei salari e dei costi di produzione, il corso del petrolio, che è uno dei fattori che potrebbe dispiegare l’effetto inflattivo, e l’inflation swap a 5 anni in leggero calo ci danno indicazioni contrastanti: se da un lato la ripresa della dinamica inflattiva potrebbe essere alle porte, dall’altro stiamo osservando qualche segnale di rallentamento dell’economia reale, pur in un contesto espansivo”, spiega Saitta. In questo contesto, caratterizzato da segnali contrastanti, “il mercato ha reagito spostandosi verso la parte più difensiva ma dopo lo stacco dei dividendi di maggio e con l’inasprirsi della situazione politica in Italia, abbiamo nuovamente riportato il portafoglio in una posizione di sottopeso rispetto al benchmark, privilegiando i titoli legati ai settori che beneficiano del recupero del dollaro e alleggerendo i segmenti maggiormente condizionati dalle incertezze politiche, come il settore bancario e delle utilities”, conclude.

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