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Sabrina Principi (BNP Paribas AM): “Puntiamo sugli ETF etici e a vocazione etica”


Ad agosto, in Europa, i flussi raccolti in ETF ammontavano a 796 miliardi di euro, la crescita della raccolta YTD è pari al 4,5%. I numeri parlano chiaro, quello degli ETF è un segmento di mercato che ancora è in grado di attirare molti investitori. Sabrina Principi, head of business development ETF & Index solutions South Europe di BNP Paribas AM, conferma che “si tratta di un mercato destinato a crescere e l’importanza del trend è giustificata dalla numerosità di player attivi in questo ambito, a dimostrazione del fatto che la parte indicizzata sta riscuotendo sempre più interesse in Europa”.

Principi commenta che “la valutazione di un ETF non deve limitarsi al mero costo. Sicuramente è un prodotto economico, ma presenta anche caratteristiche importanti quali trasparenza, liquidità e capacità di offrire un accesso agevole ad una pluralità di mercati anche di nicchia a fronte di contenuti tracking difference e tracking error, caratteristiche che è necessario considerare per non svilire il processo di innovazione dello strumento. Gli ETF oggi sono usati soprattutto per la costruzione dell’asset allocation di portafoglio; infatti, la maggior parte dei flussi in Europa riguarda i mercati core e, in particolar modo, le esposizioni al mercato statunitense. Il mercato americano è il più efficiente per antonomasia, di conseguenza batterlo diventa molto difficile, per questo si sceglie spesso di entrarci tramite una soluzione di investimento indicizzata. Ci sono poi ETF che ben si prestano per un’allocazione più tattica come ad esempio quelli settoriali”.

BNP Paribas AM ha deciso di puntare sui criteri SRI anche nel campo della gestione passiva. Ma un gestore passivo come può essere attivo nell’ambito ESG? Principi spiega che “per molti, gli investimenti ESG rappresentano un trend da cavalcare, per noi, da sempre, sono una regola di investimento. Infatti su un totale di 12 miliardi di attivi, almeno 5 miliardi vengono da ETF etici o a vocazione etica. Per esempio, quando abbiamo scelto gli indici dell’MSCI Equity da replicare, abbiamo preferito quelli ‘ex controversial weapons’, che ci permettevano di isolare le aziende impegnate nella produzione e commercializzazione di armi non convenzionali, rispondendo così al nostro animo etico. Nel tempo abbiamo continuato a lavorare sugli ETF etici SRI. Già 10 anni fa abbiamo lanciato infatti il primo ETF low carbon”.

“Il nostro punto di forza è quella ‘G’, cioè ci focalizziamo particolarmente sulla governance. In generale la replica può essere sintetica e/o fisica, a seconda di quello che ci rende più efficienti. Ma con gli ETF etici o a vocazione etica cerchiamo sempre di effettuare una replica fisica in modo da poter esercitare il diritto di voto nell’assemblea dei soci. BNP Paribas AM ha un sustainability center, pertanto ci avvaliamo delle competenze interne a livello di gruppo per monitorare la governance delle aziende”, conclude Principi.

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