Rovelli (BlackRock): “Nessun segnale di fine ciclo nel breve”


"Tutti gli indicatori macroeconomici segnalano un ciclo in rallentamento sincronizzato. Ci attendiamo tuttavia una stabilizzazione della fase di discesa e ci sono possibilità per un lieve miglioramento nel breve periodo, date le politiche supportive delle principali Banche centrali e a condizione che non si verifichi un repentino allargamento della guerra che non è possibile prevedere in questo momento”. Bruno Rovelli, chief investent strategist di BlackRock Italia, inizia l’appuntamento con l’outlook di metà anno della casa di gestione statunitense sottolineando il deterioramento dei fondamentali macroeconomici a livello globale, in particolare per quanto riguarda il settore manifatturiero, ma ponendo al contempo un limite a tale peggioramento che, nell’attuale view dell’asse manager, si bloccherà ben prima di sfociare in una recessione.

Come finirà il ciclo economico?

“Tutti i cicli economici dal dopoguerra ad oggi sono terminati per effetto di uno squilibrio di debito combinato con politiche di restringimento messe in atto dalle Banche centrali”, spiega Rovelli. “Oggi abbiamo sufficienti rassicurazioni sul fatto che né Federal Reserve né Banca Centrale Europea siano anche lontanamente intenzionate a operare una scelta del genere, da un lato poiché tatticamente stanno sostenendo la crescita attraverso tassi bassi e programmi di allentamento straordinario e dall’altro, in un ottica di medio-lungo periodo, sono impegnate nel comprendere le motivazioni profonde di un mancato movimento al rialzo dell’inflazione”, aggiunge.

Il fattore di rischio ritenuto da BlackRock più rilevante in questo momento, in un orizzonte temporale più ampio del breve periodo, è costituito dal deterioramento della catena produttiva globale per effetto dello scontro sul commercio globale. “Tale dinamica”, argomenta il chief investment strategist di BlackRock Italia, “può portare ad una frammentazione a livello mondiale con effetti molto concreti sugli utili societari”. Sulle prospettive pesano però incognite politiche, tra cui, di estrema rilevanza, la corsa per le presidenziali USA del 2020.

Allocazione strategica

Nell’attuale equilibrio tra rallentamento dell’economia e supporto proveniente dalle Banche centrali, sarà il secondo fattore a pesare maggiormente, secondo la view di BlackRock, spostando in avanti la fine del ciclo economico. “I mercati azionari continueranno a salire e, anche se le valutazioni complessivamente non appaiono particolarmente attraenti, il quadro migliora se rapportate al comparto delle obbligazioni governative”, rivela Rovelli. “Siamo però un po’ più cauti rispetto al passato”, specifica. La preferenza geografica è per l’equity americano che continua ad esprimere la migliore qualità, secondo gli analisti della casa di gestione. La posizione sull’azionario europeo è portata da sottopeso a neutrale, mentre nei mercati emergenti l’America Latina è preferita all’Asia, dove le conseguenze della guerra commerciale iniziano a mostrare effetti concreti. Per quanto riguarda l’universo obbligazionario è in atto inoltre una riduzione del peso degli Stati Uniti nell’allocazione strategica di BlackRock. “Non crediamo”, afferma Rovelli, “che la Fed arriverà ad un taglio pari a 100 bps nei prossimi 18 mesi come previsto dal mercato”. Positiva la view sul debito emergente. “Non ci sono trend evidenti”, conclude Rovelli, "da un punto di vista valutario e fino a che torneremo in una situazione di asimmetria di politica monetaria a livello globale molto difficilmente qualcosa cambierà”.

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