Roma vs Bruxelles: tre scenari per l'investitore


Il clima di fiducia dell'economia dell'Eurozona è peggiorato, e Piazza Affari vira al ribasso a causa dello scontro tra Roma e Bruxelles sulla manovra finanziaria. Scontro che tiene lo spread Btp/Bund su livelli elevati a 320 punti base. Dopo la bocciatura, quasi scontata, da parte della Commissione europea, il governo italiano ha tre settimane per rielaborare la manovra e ottenere l'approvazione, in assenza della quale l'Ue potrebbe aprire una procedura per infrazione su deficit. Resta da capire che spazio ci sia per una correzione, in attesa, venerdì, del giudizio di S&P alla legge di bilancio.

Per Mohammed Kazmi, portfolio manager di UBP, l’agenzia seguirà i passi di Moody’s, muovendosi  “di una tacca al massimo in questa fase, in attesa di ulteriori informazioni”. Per il marco strategist la possibilità che Bruxelles e Roma raggiungono una sorta di compromesso è reale “tuttavia la situazione potrebbe peggiorare prima di migliorare, in quanto i membri del governo hanno citato uno spread di 400 punti base come livello al quale sarebbero costretti ad adeguare i loro piani di bilancio, il che suggerisce che da parte loro potrebbero non esserci passi indietro imminenti, agli attuali livelli di spread”. “Al momento - continua l’esperto -, dato il fragile clima di mercato, la scarsa liquidità e un governo imprevedibile, il rapporto rischio/rendimento che comporta la detenzione di asset italiani resta poco interessante. Qualora le valutazioni dovessero migliorare ulteriormente con l'avvio dei negoziati tra la Commissione e il governo, si creerebbe un punto di ingresso migliore per aumentare le posizioni”.

Tre possibili sviluppi: che approccio adottare?

Non c’è dubbio che la situazione attuale sia particolarmente difficile. E la storia dell’Italia non aiuta “la credibilità a livello europeo in quanto, nel passato, sono state promesse riduzioni del debito mai mantenute”, dice Giovanni Cuniberti, responsabile consulenza di Gamma Capital Markets. Proprio il professore, docente della scuola di Economia e Management dell’Università di Torino, compie un'analisi sui possibili sviluppi della situazione politico-economico italiana, partendo dalle turbolenze dei mercati.

Per l’esperto infatti, la situazione potrebbe evolvere in tre scenari ben distinti:

  • Nel primo scenario “Europa e Governo trovano un accordo per rimanere all’interno di parametri accettabili entro metà/fine novembre. In  questo caso sia i titoli di Stato sia i titoli azionari bancari dovrebbero rivalutarsi per effetto dello scampato pericolo”.
  • Nel secondo scenario invece non c’è accordo e arriva un governo tecnico o la Troika. In questo caso “Ci sarà la patrimoniale, taglieranno la spesa pubblica, cercheranno di rilanciare il Paese ma si andrà comunque in recessione. I titoli di Stato e le azioni bancarie saranno da monitorare attentamente, ma potenzialmente potrebbero ripartire al rialzo”.
  • Nell’ultimo scenario individuato dal responsabile consulenze di Gamma Capital lo scontro si inasprisce: “L’Italia esce dall’Europa in maniera delicata o violenta, spinta dall’interno o direttamente dall’Unione Europea. In questo caso la nuova valuta si svaluta del 25%, ci saranno periodi difficili soprattutto nel breve, il costo delle materie prime sarà molto alto, nel lungo periodo potrebbe esserci una ripresa”. Per l’investitore “una difesa potrebbe essere rappresentata dai titoli in valuta estera per proteggere il patrimonio e/o dall’apertura di conti all’estero per non subirne la ridenominazione nella nuova valuta”.

“Lo scenario numero tre per quanto poco probabile, va tenuto in debita considerazione all’interno di un’analisi dei possibili outcome”, conclude il professore.

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